LA RESILIENZA

 La prima disciplina di auto-miglioramento a cui mi capitò di approcciarmi, fu lo studio della RESILIENZA (capacità di resistere e di reagire di fronte a difficoltà, avversità, eventi negativi etc.).

Eravamo all'incirca nel 2009/2010, lo ricordo perchè mi ero appena separato e mi trovai ad affrontare un periodo piuttosto impegnativo. 

Arrivai a conoscenza del concetto di RESILIENZA tramite la lettura di alcuni articoli sul Sole 24 Ore, dove oltre a darne un'infarinatura generale, parlavano anche di un libro del Dr PIETRO TRABUCCHI, docente di Neuroscienze e Scienze del Movimento presso l'Università di Verona, nonchè Psicologo di varie squadre Olimpiche per la gestione dello stress, della motivazione e per l'appunto autore di svariate opere in cui tratta il tema della Resilienza.

Vi consiglio caldamente qualsiasi sua opera (imprescindibile a mio parere RESISTO DUNQUE SONO, ma ho studiato anche PERSEVERARE E' UMANO e TECNICHE DI RESISTENZA INTERIORE), partendo dalle a volte incredibili esperienze sportive che ha vissuto in prima persona e come trainer, quindi dal concetto di sport come scuola di vita, arriva a fornire un "identikit delle risorse psicologiche in dotazione nel nostro corredo genetico" in quanto umani davvero strabiliante.


Mi soffermerò soprattutto sul primo citato, RESISTO DUNQUE SONO, essendo anche il primo cui mi approcciai, per tentare di descrivere quello che ha rappresentato per me - basti pensare che ne ho acquistate nella mia vita (ad oggi) 7 copie, che ho passato di volta in volta ad amici e persone a me care durante periodi di difficoltà - anche oggi lo devo riacquistare ad esempio -:

  • Il concetto, lo studio e il rafforzamento di Resilienza
  • Il fatto che noi umani siamo gli unici animali in grado di "riflettere sul proprio pensiero", quindi di metterlo in discussione (noi non siamo i nostri pensieri, possiamo decidere di comportarci in maniera differente)
  • Che non sono tanto le disgrazie (per fortuna statisticamente limitate come numero nella nostra vita) a provocarci reazioni psicologiche inappropriate, ma in realtà i molteplici piccoli contrattempi della vita quotidiana, che sommati portano all'attivazione della cosiddetta reazione "fly or fight" (scappa o combatti, la stessa che si generava nei nostri antenati di fronte per esempio a un dinosauro) NB il meccanismo è rimasto invariato, ma oggi si attiva per un parcheggio rubato, un maleducato che salta la fila o qualcuno che ci interrompe mentre parliamo, ad esempio...
  • Il concetto - FONDAMENTALE - CHE NON SONO TANTO I FATTI IN SE' STESSI A PROVOCARCI UNA REAZIONE, MA LA LETTURA CHE NE DIAMO, IN REALTA' TUTTO E' RELATIVO (concetto sottolineato anche in filosofia antica ma all'epoca lo ignoravo)
  • Stante quanto sopra, significa che abbiamo margine per agire sulle nostre "narrazioni interne" di fronte alle difficoltà e quindi modificando queste, col tempo andremo a modificare le nostre strutture cognitive e di conseguenza le nostre reazioni.

Devo ammettere che in quegli anni in cui ero molto diverso rispetto ad oggi (non è scontato, molte persone restano le stesse o quasi lungo l'arco di una vita, perlomeno a livello di abitudini di pensiero e comportamento) mi si aprì un mondo, perlomeno a livello "intellettuale", di pensiero: L'IDEA CHE NOI POTESSIMO (anzi, in realtà dovremmo a mio avviso) METTERE IN DISCUSSIONE I NOSTRI PENSIERI, mi sembrava davvero una cosa incredibile (per me che mi ero sempre fatto vanto  - ahimè - della mia "istintività" confondendola con la spontaneità).  

Non solo, addirittura l'idea che NON SONO GLI EVENTI IN SE' STESSI, OGGETTIVAMENTE, A CREARCI PROBLEMI EMOTIVI (che poi se non mitigati possono diventare reazioni psicologiche inappropriate che a loro volta si possono tramutare in veri e propri disturbi psicologici), BENSI' LA "LETTURA" CHE NOI DIAMO DI QUEGLI EVENTI, mi sembrava addirittura fantascientifica (ma come?! se io ritengo un evento o il comportamento di qualcuno ingiusto cosa ci sarebbe da spiegare?! cosa devo "leggere"?! cosa devo capire?!?!).

La terza, e allo stesso modo incredibile "rivelazione" tratta dallo studio di questo volume, è che, POICHE' SIAMO IN GRADO DI RIFLETTERE SUI NOSTRI PENSIERI come abbiamo detto, E NON SONO GLI EVENTI IN SE' STESSI CHE CI CAPITANO A CREARCI DISTURBI, MA LA "LETTURA CHE NE DIAMO", ALLORA LA CONSEGUENZA LOGICA E' CHE POSSIAMO - ANZI DOBBIAMO QUI AGGIUNGO - METTERE IN DISCUSSIONE E NON STANCARCI MAI DI FARLO IL NOSTRO MODO DI VEDERE GLI ACCADIMENTI, RIFLETTERE SU "QUELLO CHE CI RACCONTIAMO DENTRO NOI STESSI" E DECIDERE IN MODO IL PIU' POSSIBILE CRITICO (NEL SENSO DI METTERE IN DISCUSSIONE, NON CON ACCEZIONE NEGATIVA) QUELLO CHE PENSIAMO DI VOLTA IN VOLTA RISPETTO QUELLO CHE CI ACCADE.


(NB in buona sostanza - ma all'epoca non potevo rendermene conto - dobbiamo mettere in discussione in realtà l'Ego, che per citare Bruce Lee "dobbiamo imparare ad usare, non lasciarci usare o farci accecare da lui").


Ora, immagino che a questo punto qualcuno potrebbe dire "Si, sono tutte belle cose, ma alla fine poi ognuno ha il suo carattere, messo alle strette poi non puoi sempre trattenerti, si fa presto a parlare..."
Sono tutte cose che all'epoca pensavo anche io, sarò onesto, e non è "bastato" sicuramente questo studio per fare di me quello che sono oggi ("semplicemente" una persona più stabile), ma la grande lezione che oggi ho imparato - PER ESPERIENZA PERSONALE - è che:

"Il carattere è determinato da una serie di fattori, ma cominciando a modificare i nostri comportamenti - se davvero lo vogliamo - piano piano gli atteggiamenti "forzati" diventano sempre un pochino meno forzati, fino a diventare normali per noi; a quel punto - trascorso ovviamente del tempo - diverranno consuetudini, e sarà in quel momento che si sarà modificato in noi ANCHE IL NOSTRO MODO DI PENSARE, di SENTIRE (I cinesi indicano con lo stesso termine, XIN, il cuore e la mente, perchè li considerano inscindibili)

IN FIN DEI CONTI NESSUNA FILOSOFIA O TERAPIA PSICOLOGICA POTREBBE MAI INTENDERE "METTERE UN TAPPO" SOPRA LE NOSTRE TENDENZE CARATTERIALI, NON E' QUELLO IL PERCORSO CORRETTO ANZI, SAREBBE DI FATTO PERICOLOSO, SIA PER NOI CHE PER CHI ABBIAMO A FIANCO, MA STA DI FATTO CHE SE ANCHE IO RIMANGO UNA PERSONA TENDENZIALMENTE "NERVOSA" (come lo sono ad esempio io a livello di background) MA IMPARO A VIVERE SERENO PUR SAPENDO QUESTA MIA TENDENZA, CI FACCIO PACE E IMPARO SEMPRE DI PIU' A "GESTIRLA" ANZICHE' LASCIARMENE GESTIRE, A COS'ALTRO POSSIAMO ASPIRARE NELLA NOSTRA VITA OLTRE A RENDERCI PERSONE PIU' EQUILIBRATE? OLTRE AD ESSERE QUALCUNO CHE ASPIRA A - E AGISCE PER- MIGLIORARSI?


NB torneremo sulle emozioni e la gestione delle stesse molte volte affrontando sia Mindfulness che il Taoismo, sarà un viaggio illuminante!!!

Devo per forza di cose a questo punto della narrazione introdurre un'abitudine che ho - in modo curioso - acquisito da autodidatta: l'abitudine a seguire i collegamenti bibliografici dei saggi che studio, per cercare in qualche modo di approfondirne sempre di più anche eventuali argomenti collegati.

Confesso di aver acquisito questa abitudine (di "seguire le fonti")  anche forse per cercare di ovviare a una mancanza di base nella mia educazione scolastica formale , in questo modo ho sempre avuto - a ragione debbo dire - la sensazione di ampliare la base delle conoscenze utili allo scopo (in questo caso lo studio e la pratica della crescita personale).
Insomma, sono una persona metodica nelle mie passioni, qualità che aiuta molto indubbiamente a "sentire di meno la fatica".

Questo excursus per dire infine che, dalle preziose opere del Dr Trabucchi, ho tratto riferimenti e un minimo di bibliografia per le 2 discipline che seguiranno nella nostra "antologia", ovvero la REBT del Prof. Albert Ellis, e la MINDFULNESS fondata dal Professor Jon Kabat Zinn.

Vorrei concludere questo post con una raccomandazione particolare a tutti coloro che troveranno questo "esercizio mentale del mettere in discussione i propri pensieri" anche solo di tanto in tanto, un'attività inutile o addirittura impossibile:

"Ricordatevi 2 cose importanti, che vedremo molto bene in futuro quando affronteremo le altre discipline:

  1. Proprio come noi vediamo gli oggetti grazie al fatto che la luce gli si riflette sopra, allo stesso modo noi "proiettiamo" sul mondo esterno la nostra opinione di esso, saremo pertanto sempre portati a cercare "prove" che giustifichino il nostro modo di pensare, ma in realtà E' APPUNTO IL NOSTRO MODO DI PENSARE E NON E' IN ALCUN MODO LA RAPPRESENTAZIONE ASSOLUTA ED OGGETTIVA DELLA REALTA' (faccio sempre l'esempio di quei poveretti che per sfuggire a una condizione di salute che ormai di umano non ha più nulla, sono spinti a cercare di raggiungere altri Paesi dove cercare la morte - se la morte può essere "relativa", allora tutto può esserlo-)
  2. Come vedremo in futuro, il fatto di mettere in discussione il nostro pensiero, le nostre opinioni, non significa in alcun modo abdicare alla nostra personalità o al nostro modo di vedere la realtà; SIGNIFICA PERO' CHE IMPARANDO A "RELATIVIZZARLA" E NON A DARLA PER REALTA' ASSOLUTA IMPAREREMO ANCHE A GESTIRE MOLTO MEGLIO LE NOSTRE REAZIONI AGLI ACCADIMENTI ESTERNI (quindi, quando qualcuno ci taglierà la strada e penseremo "Ma tu guarda questo gran xyxyxyxyxy, mi viene voglia di scendere e dirgliene 4", potrebbe anche diventare "Ma guarda questo prepotente come guida, roba da matti, speriamo di non incontrarlo più"): sapete qual è la grossa differenza tra i 2 atteggiamenti? CHE EVITERETE PRIMA DI TUTTO DI DANNEGGIARE VOI STESSI, PERCHE' SPECIE NEL CASO DELLA RABBIA, IL PRIMO CHE DANNEGGIATE QUANDO LE DATE "LE CHIAVI DI VOI STESSI" SIETE APPUNTO VOI STESSI, sia chiaro a prescindere dal fatto che siate campioni di arti marziali, giriate armati o qualsiasi altra opzione, SE SCENDETE A LITIGARE AVETE GIA' PERSO NEL MOMENTO IN CUI SCENDETE.

Per concludere:
Cambiare i nostri pensieri e col tempo le nostre azioni è possibile con impegno e forza di volontà, va a primo vantaggio di noi stessi perchè ci permetterà col tempo di imparare a familiarizzare con le nostre emozioni e gestirle anzichè farcene gestire ed è un esercizio dal quale si può avere solo da guadagnare.

Spero abbiate trovato spunti interessanti all'interno di questo post, sono ovviamente a disposizione per commenti e domande, vi ringrazio dandovi appuntamento al prossimo!!!

"L'UTILITA' DI UNA TAZZA STA NEL SUO ESSERE VUOTA"


Simone








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