LA FELICITA' DEL NON POSSESSO

"Durante questo periodo di ferie, ho avuto modo di fare una considerazione: cosa possiamo davvero dire di "possedere", in questa società che sempre più al possesso dà valore e ne spinge all'ostentazione?

La vita? Il nostro corpo? Ci sono stati donati, non abbiamo alcun merito in proposito...ci è "solo" data la possibilità di scegliere l'uso che vogliamo farne.

Le nostre opinioni? I nostri pensieri? Cambiano continuamente, inoltre sono facilmente influenzabili (se vi dicessi di NON pensare a un gigantesco animale grigio con le orecchie tonde e la proboscide???)

I nostri figli? Dal momento in cui li incontriamo hanno un loro codice fiscale, sono tra i primi e più preziosi "compagni di viaggio" ma restano tali, non soprammobili o nostre reincarnazioni.

Il nostro lavoro? Se sei molto fortunato (io lo sono) ami quello che fai, ti ci dedichi anima e corpo, ma "tutti sono utili, nessuno è indispensabile".

Gli oggetti di cui ci circondiamo? Sono destinati a perdersi, rompersi, esserci rubati, possederci, a volte sopravviverci...

Io sono convinto che l'unica cosa che DAVVERO possediamo nel breve tragitto che percorriamo in questo mondo è IL TEMPO CHE ABBIAMO A DISPOSIZIONE, la risorsa più preziosa di tutte, quella che fa la differenza. Impegniamoci costantemente, ogni minuto,  a cercare l'EQUILIBRIO nella nostra vita, a farci stare bene (nel senso più ampio del termine, non egoistico), perché parte tutto da noi, solo allora potremo star bene noi e far stare bene le persone che incontreremo, lasciando inoltre "una impronta importante del nostro passaggio".

"UN UOMO CHE OSA SPRECARE UN'ORA DEL SUO TEMPO NON HA SCOPERTO IL VALORE DELLA VITA"

Charles Darwin.


                             


Buongiorno a tutti e bentrovati!!!

Oggi vorrei affrontare un argomento parecchio intricato e dibattuto: il concetto di "felicità" e la sua relazione con quello di "possesso" all'interno della nostra società; ovviamente non affronterò dei temi tanti complessi "a mani nude", ma cercherò di utilizzare la saggezza plurimillenaria derivante dai  testi Taoisti, lasciando che siano gli antichi pensatori orientali, ben più qualificati e idonei di me ad esprimere pareri su questo argomento, a pronunciarsi in proposito; tenterò anche di darne una lettura in chiave di Mindfulness, per ampliare i concetti espressi e renderli anche più attuali rispetto ai tempi moderni.

L'incipit di oggi è un post che pubblicai su un social network la scorsa estate, nel quale cercavo di esprimere una riflessione che nell'ultimo anno mi ha colpito profondamente, allorché mi resi conto, approcciandomi al mondo del volontariato e cominciando a curare questo Blog, di quanto tempo nella mia vita avessi sprecato precedentemente al mio affrontare questi nuovi impegni. Mi resi conto di questo perchè semplicemente, essendo le giornate fatte di un definito numero di ore (delle quali la maggior parte è ovviamente dedicata al lavoro), mi si rendeva necessario per cercare di seguire gli interessi che erano emersi nella mia vita darmi delle priorità, operare delle scelte; nonostante pensassi inizialmente sarebbero state scelte difficili, nella realtà sono rimasto senza parole nello scoprire come oggi, grazie al cammino che ho intrapreso, nella mia mente tutto sia estremamente chiaro, al punto che nonostante parecchi amici quando gli raccontavo dei miei impegni o delle mie giornate-tipo rimanessero in passato (ormai sono abituati) un pò perplessi (ad esempio riguardo l'ora delle mie sveglie, oppure il rinunciare a determinati svaghi in favore di impegni con qualche Onlus), oggi per me è la normalità ad esempio alzarmi alle 5.30, praticare meditazione Mindfulness per una mezz'ora, andare a correre una decina di km per poi andare al lavoro, e concludere magari la serata con qualche impegno di volontariato.


OGGI HO CAPITO INFATTI 2 COSE FONDAMENTALI PER ME, CHE NON MI STANCHERO' MAI DI RIPETERMI:

1) MODERANDO DESIDERI, PASSIONI ED EMOZIONI, SECONDO IL CAMMINO PREDICATO DAL TAOISMO MA ANCHE DALLA MIDNFULNESS STESSA, TUTTO QUELLO CHE RIGUARDA LA NOSTRA VITA E CHE CI CIRCONDA, ASSUMERA' UNA CHIAREZZA MAI NEANCHE IMMAGINATA, DERIVANTE DALL'OSSERVARLO FINALMENTE CON LA MENTE LIBERA DA QUALSIASI DIKTAT AUTO-IMPOSTO O IMPOSTO DALLA SOCIETA', E SECONDO L'UNICA LEGGE CHE DAVVERO E' IMPORTANTE: QUELLA DELLA NOSTRA VERA NATURA, DELLA NOSTRA VOLONTA';

2) HO FINALMENTE CAPITO IL VECCHIO ADAGIO: "IL TEMPO E' DENARO", LADDOVE NON SI VUOL PARAGONARE IL VALORE - IMPARAGONABILE - DEI DUE CONCETTI (BANALMENTE SAREBBE SUFFICIENTE CHIEDERLO A UNA PERSONA GRAVEMENTE MALATA, MA RICCA), BENSI' - IO ALMENO LO INTENDO COSI' - SIGNIFICA CHE IL TEMPO, PROPRIO COME IL DENARO, E' "SEMPLICEMENTE" L'UTILIZZO CHE NE FAI!!! E NON ESSENDO ILLIMITATO, COME SCRITTO NEL POST QUESTA ESTATE, SARA' MEGLIO UTILIZZARLO AL MEGLIO!!! QUINDI STOP ALLE "CONVENZIONI" PER CUI NON POSSO SCRIVERE IL BLOG DI NOTTE, O CORRERE ALL'ALBA, STOP A "USI E COSTUMI" E BENVENUTO AL "MONDO DEL POSSIBILE"!!! LO POSSO FARE? VOGLIO? LO FACCIO!!!


                                   


Vorrei cercare di chiarire meglio le mie sensazioni citando un passo meraviglioso, tratto da "Be Water, My Friend" di Shannon Lee:

"Per ottenere integrità e pieno potenziale personale, dobbiamo lavorare non dall'esterno verso l'interno, ma dall'interno verso l'esterno. Non abbiamo bisogno di passare tutto il tempo a far sembrare la facciata della nostra vita in un certo modo per essere gioiosi, pacifici e forti. Impegniamoci piuttosto per essere gioiosi, pacifici e forti, e poi esprimiamolo attraverso tutte le cose che facciamo, vogliamo e manifestiamo nelle nostre vite. In altre parole, non concentrare tutta l'energia nella carriera per poter essere un giorno contento e felice. Impegnati per essere contento e felice e porta questo nella tua carriera e nella tua vita. In tal modo le nostre vite diventano il riflesso autentico di chi siamo realmente, senza artifici. E sempre così, quando passiamo all'azione, non dobbiamo lottare con noi stessi per capire cosa fare. Siamo già sicuri di ciò che vogliamo, e ci impegniamo per questo, qualunque cosa accada."


                                  


Mi sono quindi reso conto ad Agosto che stavo operando in maniera naturale e senza il minimo sforzo scelte che in altri periodi della mia vita avrebbero richiesto settimane di elucubrazioni e ragionamenti, ma in maniera quasi automatica, o per dirla alla Taoista: "seguendo la linea di minimo sforzo". Durante la scorsa estate, sicuramente un periodo fondamentale nella mia vita  che ricorderò finché vivrò, ho venduto la console per videogiochi per aver più tempo da dedicare a Blog e volontariato (al quale a breve ho intenzione di dedicare un post), ho cominciato via via a selezionare le occasioni mondane cercando di mantenere solamente quelle che davvero mi danno occasione di arricchirmi (spiritualmente e umanamente) per lo stesso motivo, E MI SONO LANCIATO ANIMA E CORPO IN QUESTA NUOVA PARTE DELLA MIA VITA, SCOPRENDO CHE NON MI ERO MAI SENTITO IN COSI' PERFETTA SINTONIA E IN PACE COL MIO ESSERE INTERIORE, CON LA MIA VERA NATURA...IN UNA MANIERA TALMENTE SPONTANEA, DA FARMI SPESSO RIMANERE STORDITO PARAGONANDO QUESTA MIA NUOVA MODALITA' DI AFFRONTARE LE COSE, CON LA PARTE DI VITA PRECEDENTE, PERENNEMENTE ALLE PRESE CON "DOVREI...MA FORSE NO...PERO' VORREI....MA MAGARI NON E' IL CASO....E CHISSA'....".

Fu così che in questa nuova modalità dell'essere totalmente presente e libero all'interno del mio cammino, ho avvertito forte dentro di me una sensazione mai provata prima, come se non mi importasse in realtà più molto delle mie "pretese" riguardo agli altri, al mondo, alla vita, riguardo alle mie passioni e ai desideri, e questo perchè vivendo finalmente in maniera completamente appagata e sincera, tutto quello che mi riguarda, quello che mi succede, adesso mi appare di gran lunga più appagante di quanto la mia mente abbia mai potuto sperare nelle sue più ambiziose narrazioni riguardo il mio futuro, soprattutto perchè mi sento libero anche di sbagliare, senza per questo colpevolizzarmi; in poche parole, avevo realizzato che mi stavo incamminando lungo il sentiero del distacco dal mio Ego, avvertendo finalmente dentro di me:

CHE SONO FELICE PERCHE' "SONO", PERCHE' ESISTO. E TANTO BASTA. E NON PERCHE' "POSSIEDO", "DESIDERO" O "AMO". INTENDIAMOCI: POSSIEDO, DESIDERO O AMO, MA SOLAMENTE COME CONSEGUENZA DEL FATTO CHE  ESISTO, NON IL CONTRARIO!!! E' sottile ma fondamentale la differenza. Non sto suggerendo ovviamente di diventare Frati Francescani e rinunciare asceticamente a qualsiasi possedimento o contatto col mondo, MA SEMPLICEMENTE DI PRENDERE COSCIENZA FINALMENTE DI QUANTO TEMPO IMPIEGHIAMO QUOTIDIANAMENTE A IDEALIZZARE CIO' CHE AVEVAMO (E NON ABBIAMO PIU') E CIO' CHE VORREMMO AVERE (E NON ABBIAMO ANCORA), PER COMINCIARE PIUTTOSTO AD OCCUPARCI DELLA STRAORDINARIETA' E DELL'ECCEZIONALITA' DI ESISTERE, DI QUELLO CHE SIAMO. E SOLO IN SEGUITO DI QUELLO CHE ABBIAMO, ORA. L'ANEDDOTO ATTRIBUITO A MICHELANGELO, PER IL QUALE "OGNI BLOCCO DI ROCCIA CONTIENE UNA STATUA O UN'EFFIGE, CHE ASPETTA SOLO DI ESSER LIBERATA DALLE PARTI SUPERFLUE CHE NE IMPEDISCONO LO SCORGERLA" BEN ILLUSTRA UNA CONCEZIONE CHE PARE SPIEGARE PERFETTAMENTE IL RAGIONAMENTO: ELIMINANDO VIA VIA IL SUPERFLUO,  RIMARRA' L'ESSENZIALE, CHE PER SUA STESSA DEFINIZIONE ACQUISISCE A QUEL PUNTO TRANQUILLITA', CHIAREZZA; O SE PREFERITE, "ALLA TAOISTA": PERCHE' IL TORBIDO NELL'ACQUA SEDIMENTI PERMETTENDOLE INFINE DI RISCHIARARSI, OCCORRE TRANQUILLITA'.


                                 


A PROPOSITO DEL TAOISMO, ADESSO ACCANTONIAMO LE MIE CHIACCHIERE PER FARE UNA "PASSEGGIATA" NELLA CINA DI 2.500 ANNI FA, E VEDERE CHE NE PENSAVANO GLI ANTICHI FILOSOFI DEL TEMPO:


"Nie Que domandò a Wang Yi: "Conoscete una verità unanimemente ammessa da tutti gli esseri?". "Come potrei conoscerla?" rispose Wang Yi. "Siete consapevole di non conoscerla?" domandò Nie Que. "Come lo potrei?" rispose. "Allora gli esseri non conoscono nulla?" domandò Nie Que. "Come potrei saperlo?" riprese Wang Yi. "Provo tuttavia ad esporvi la mia opinione. Come posso sapere se ciò che chiamo "conoscere" non sia invece un "non conoscere" e se ciò che chiamo "non conoscere" non sia in realtà un "conoscere?". "Così, per esempio, un uomo sdraiato nel fango sarà colpito da un mal di reni mortale, ma accadrà lo stesso a un'anguilla? Un uomo appollaiato su un albero tremerà di spavento, ma farà lo stesso una scimmia? Quale di questi tre conosce la dimora ideale? L'uomo mangia gli animali erbivori e i maiali; il cervo si nutre di erbe; il millepiedi di delizia del serpente; il gufo è ghiotto di topi. Quale di questi conosce il gusto ideale? La scimmia maschio cerca la scimmia femmina; il cervo la gazzella; l'anguilla vive con gli altri pesci; Mao-qiang e Li-ji sono bellezze idolatrate dagli uomini, ma se un pesce le avvicina subito si tuffa nelle acque più profonde, l'uccello vola via e il cervo fugge rapidamente. Quali di questi quattro conosce la bellezza ideale? Mi sembra che la distinzione tra bontà e giustizia, tra bene e male non evidenzia che il disordine. Come potrei conoscere questa distinzione?" Chuang Tzu, cap.2, edizioni Adelphi

In questo passaggio, viene espresso il concetto di vera felicità secondo i Taoisti, che consiste nell'essere liberi di seguire la propria vera natura; per poterlo fare però, occorre secondo Chuang Tzu capire che qualsiasi preferenza, qualsiasi predilezione, esprime per i Taoisti semplicemente una versione parziale di un qualcosa: così come tendiamo a "demonizzare" chi ci ha commesso un torto, tenderemo allo stesso modo a idealizzare coloro, o quello, che incontra il nostro favore, MA SI TRATTA SEMPRE DI VISIONI LIMITATE, PARZIALI, INFLUENZATE DAI NOSTRI PENSIERI/DESIDERI (CUORE E MENTE SONO INSEPARABILI IN CINA E SI CHIAMANO CON LO STESSO TERMINE: XIN), ECCO PERCHE' ALLA FINE DEL PASSAGGIO CHUANG TZU SOTTOLINEA CHE E' INUTILE DARE ETICHETTE O ESPRIMERE GIUDIZI, PROPRIO COME TUTTE LE ALTRE PAROLE SECONDO I TAOISTI, ANCHE QUESTI NON CATTURERANNO CHE UNA PARTE DELLA REALTA', E INFATTI:


"Chi allo studio si vota, di giorno in giorno accumula,
chi al Dao si vota, di giorno in giorno sottrae:
sottrae e ancora sottrae,
fino a cessare di adoperarsi,
e, cessato di adoperarsi, non vi sarà cosa che non sarà fatta.
Se mai tu intendessi mettere mano su tutto ciò che sta sotto il cielo, sempre evita di fartene carico,
poichè fin quando cura tua sarà,
la mano invano vi porrai."
Tao Te Ching, cap. 48 ed. Einaudi Classici

Sottintendendo una velata ma non tanto critica al Confucianesimo in apertura di passaggio (i Confucianisti infatti predicando l'importanza dell'etichetta e dei riti formali, si applicavano allo studio e quindi ad accrescere le proprie conoscenze), Lao Tzu descrive il non agire Taoista come una sorta di decrescita, nè felice né infelice, un togliere continuo riferito alla moderazione dei desideri, delle passioni, dei secondi fini nelle nostre azioni, FINO A RAGGIUNGERE APPUNTO LA "NON AZIONE TAOISTA" (WU WEI), LA QUALE PRESENTANDOSI APPUNTO SENZA FINI NASCOSTI MA SOLO QUANDO NECESSARIO E QUINDI IN MODO SPONTANEO, PERMETTE A TUTTE LE COSE DI COMPIERSI, AMMONENDO INFINE IN MERITO AL FATTO CHE, IN CASO CONTRARIO, SE INVECE VI SARA' INTENZIONALITA' NELL'AZIONE, SARA' STATO UN AGIRE INUTILE POICHE' CONTRARIO AL TAO, E AL NATURALE FLUIRE DELLE COSE, PERTANTO UN TENTATIVO DESTINATO A PORTARE ALL'ESATTO OPPOSTO DELLE NOSTRE INTENZIONI NASCOSTE.


E ancora:


"Cosa più dovrebbe premerti, il buon nome o la tua persona?
Cosa è degno di apprezzamento maggiore, la tua persona o i beni preziosi?
Cosa reca più intensa pena, ottenere o perdere?
Chi d'avarizia eccede, dovrà patire della grande dissipazione (di beni e di energie);
Chi troppo accumula, subirà ingenti perdite,
chi sa contentarsi, invece, mai cadrà in disgrazia,
chi sa fermarsi al momento giusto, mai cadrà esausto, 
e a lungo vivere potrà."
Tao Te Ching, capitolo 44, edizioni Einaudi


Ancora una volta in questo famoso passaggio si evidenzia come l'"essere" sia molto più importante e appagante dell'"avere", o dell'"apparire" (in barba alla nostra società multimediale e marketing-centrica); inoltre, come in ogni estremo o tentativo volto verso tale, la filosofia Taoista AMMONISCE SUL FATTO CHE PIU' CERCHEREMO DI POSSEDERE, MAGGIORE SARA' LA PENA PER CERCARE DI CONSERVARE CIO' CHE POSSEDIAMO, E IL DOLORE QUANDO INEVITABILMENTE FINIREMO PER PERDERLO, PERCHE' NON C'E' "LIMITE" ALL'ESTREMO, NESSUN LIMITE AL NOSTRO EGOTICO E DISPOTICO NARCISISMO DEL POSSESSO E DELL'OSTENTAZIONE, DI CONSEGUENZA PER COLORO I QUALI VIVONO IN QUESTO MODO, LA SODDISFAZIONE FINALE DEI PROPRI CAPRICCI (MASCHERATI DA DESIDERI, QUANDO NON ADDIRITTURA DA BISOGNI) SARA' COME L'ORIZZONTE, PER SUA STESSA DEFINIZIONE IRRAGGIUNGIBILE E INAFFERRABILE. COLORO I QUALI INVECE, PARAFRASANDO NUOVAMENTE LAO TZU:

"NON C'E' COLPA PIU' GRANDE CHE ASSECONDARE I DESIDERI. NON C'E' SVENTURA PIU' GRANDE CHE NON SAPERSI ACCONTENTARE. NON C'E' DIFETTO PIU' GRANDE DELLA SETE DI  GUADAGNO. PERCHE' CHI SA CHE L'ABBASTANZA E' ABBASTANZA, AVRA' SEMPRE A SUFFICIENZA".

SARANNO SEMPRE FELICI, PERCHE' LA LORO FELICITA' DIPENDERA' DAL POTER SEGUIRE LA PROPRIA NATURA, NON DALLA QUANTITA' DI BENI MATERIALI CHE SARANNO RIUSCITI A RACIMOLARE.


                               


E RIGUARDO ALLA MIDNFULNESS? COME SI PONE NEI CONFRONTI DI QUESTI RAGIONAMENTI?

Provenendo sostanzialmente dalla tradizione Zen, che ricordiamo essere la fusione tra Buddhismo chan e Taoismo, il ragionamento di fondo non si discosta troppo dalla filosofia Taoista, senonché si limita, anziché fornire insegnamenti di vita, a mostrarci attraverso la pratica meditativa e l'osservazione dei 7 Pilastri che abbiamo conosciuto, la tirannia del nostro pensiero, allorchè ci spinge a vivere col "pilota automatico", impegnati la maggior parte del tempo a ricordare "i bei tempi andati" piuttosto che a sognare il futuro, o ancora a complicarci la vita con estremizzazioni dovute magari a malinconia legata appunto al passato o ansia riguardo al futuro, il tutto ovviamente a scapito della conseguente e cronica incapacità di godersi realmente quello che siamo e che abbiamo ORA.

La cosa meravigliosa da notare a mio parere, è come la "marcia in più" data dal Taoismo al ragionamento, che ne fa a mio parere l'integrazione perfetta allo studio della Mindfulness, sia rappresentata dall'identificazione del "pensiero del cervello" col concetto stesso di "Ego", in quanto come un ombrello più ampio porta a ragionare a 360 gradi su quanto pensiamo, proviamo, desideriamo e decidiamo, in maniera però più calda, emozionale.


                                


PARADOSSALMENTE QUINDI, "L'ABBANDONO (O LA DISTRUZIONE) DELL'EGO" (ALLA FACCIA DELLA RELIGIONE IMPERANTE IN OCCIDENTE CHE CI VORREBBE FATTI ADDIRITTURA A "IMMAGINE E SOMIGLIANZA DEL NOSTRO CREATORE") PREDICATO DA TANTE FILOSOFIE E RELIGIONI INDIANE E ORIENTALI, CHE AI NOSTRI OCCHI DI OCCIDENTALI A PRIMA VISTA TEMIAMO POSSA FARCI ASSOMIGLIARE A DEI ROBOT, E' AL CONTRARIO LA CONDITIO SINE QUA NON PER POTERCI IN LARGA PARTE RIAPPROPRIARE DELLA NOSTRA UMANITA', DEL NOSTRO CALORE, DELLA NOSTRA CAPACITA' DI DARE E RICEVERE AMORE, PERCHE' NEL MOMENTO ESATTO IN CUI SMETTIAMO DI PENSARE A NOI STESSI IN MODO ESCLUSIVO, NON POSSIAMO NON ACCORGERCI CHE VIVIAMO IN UN UNIVERSO VIVO CHE CI OSPITA (A UN PREZZO  PURTROPPO DRAMMATICO PER LUI) E IN MEZZO A UNA MOLTITUDINE DI ESSERI CHE SONO PROPRIO COME NOI, PENSANO COME NOI, DESIDERANO E AMANO COME NOI, CHE APPARTENGANO AL REGNO UMANO O ANIMALE....E ALLORA RIECHEGGIANO LE PAROLE DEL MAHATMA GANDHI: "SII IL CAMBIAMENTO CHE VUOI VEDERE NEL MONDO", MA PRIMA ANCORA COME VIA DI ACCESSO ALLA "VERA FELICITA'", NON DOVESSE BASTARE IL SENSO DI FRATELLANZA CHE TUTTI GLI ESSERI DOVREBBE UNIRE, NON SOLO IN OCCASIONI DI CATACLISMI O GUERRE, PER POI VENIRE MENO A CAUSA DI UN PARCHEGGIO RUBATO, UNA MULTA RICEVUTA O UN POSTO SALTATO IN FILA. QUESTO OVVIAMENTE SECONDO ME.


                                      


CON QUESTO POST, HO VOLUTO SOLO SOTTOLINEARE COME LA SERENITA' CHE POSSO DIRE DI AVER RAGGIUNTO NEGLI ULTIMI 8 ANNI, MUTATA SPESSO IN FELICITA' IN QUEST'ULTIMO ANNO, IN CUI MI SONO APPROCCIATO E MI APPROCCERO' A NUOVE SFIDE (E CHISSA' QUANTE ALTRE ME NE VERRANNO IN MENTE) SIA DOVUTA AL RENDERMI FINALMENTE CONTO CHE ESISTO, CHE SONO LIBERO DI SEGUIRE LA MIA VERA NATURA, INDIPENDENTEMENTE DAI RICONOSCIMENTI E DALLE CRITICHE ESTERNI CHE IL MONDO MI DARA', INDIPENDENTEMENTE ANCHE DAI MIEI POSSEDIMENTI, AL PUNTO TALE CHE A VOLTE MI RENDO CONTO DI COME IN REALTA' IO VOGLIA POSSEDERE IL MENO POSSIBILE, L'INDISPENSABILE, PER SENTIRMI SEMPRE PIU' LIBERO DI SEGUIRE L'UNICO SCOPO DEGNO CHE OGGI RITENGO POSSIBILE O PERLOMENO AUSPICABILE PER UN ESSERE UMANO: CITANDO BRUCE LEE, "IMPEGNARMI OGNI GIORNO PER DIVENTARE LA MIGLIORE VERSIONE DI ME STESSO". LE COSE MIGLIORI E PIU' IMPORTANTI NELLA VITA NON SONO IN VENDITA, RICORDIAMOLO SEMPRE. SMETTIAMO DI INSEGUIRE IL POSSESSO, E IMPEGNAMOCI DI  PIU' A ESPRIMERE LA NOSTRA VERA NATURA, LA NOSTRA IDENTITA'; SMETTIAMO DI DARE PER SCONTATA QUALSIASI COSA, RIGUARDO NOI STESSI E IL MONDO CHE CI CIRCONDA, STUPIAMOCI E STUPIAMO GLI ALTRI, IMPARIAMO COSE NUOVE, METTIAMOCI ALLA PROVA!!! E' TUTTO "GRATIS", OCCORRE SOLO VOLERLO.


Come sempre vi ringrazio per essere arrivati fin qui nella lettura, vi do appuntamento se lo vorrete al prossimo post, e vi saluto con un abbraccio e augurandovi una piacevole giornata.


Simone



"L'UTILITA' DI UNA TAZZA STA NEL SUO ESSERE VUOTA"




 

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