LA R.E.B.T. (Terapia razionale emotiva comportamentale) del Dr Albert Ellis
Buongiorno e bentrovati!
Per la seconda "puntata" dedicata alle discipline che ho incontrato e studiato nella mia vita, tratteremo oggi la R.E.B.T. (Terapia Razionale Emotiva Comportamentale) fondata dal Dr Albert Ellis all'incirca verso la metà del secolo scorso negli USA.
Il Dr Ellis, i cui brillanti risultati accademici e professionali insieme agli imponenti CV e bibliografia potrete facilmente approfondire on line (e ve lo consiglio caldamente), è considerato lo psicologo precursore della terapia cognitivo-comportamentale.
Nella fattispecie di questa breve "scheda introduttiva" ci occuperemo fondamentalmente di "REBT - L'Autoterapia Razionale Emotiva" di Albert Ellis - edit. Erickson, ma ho studiato dei medesimi Autore ed Editore anche "Che Ansia!Come controllarla prima che lei controlli te" e "Che Rabbia!Come controllarla prima che lei controlli te".
La terapia cognitivo-comportamentale, è bene specificarlo, si differenzia dalla più "classica" analitica perchè, a differenza della seconda che ricerca le cause - conscie e inconscie - del nostro malessere/disturbo andandole ad analizzare e sviscerare e che di solito impiega per dare risultati apprezzabili un medio/lungo periodo, essa si occupa, partendo dalla situazione attuale, di analizzare le elaborazioni mentali che OGGI portano al disturbo andandole OGGI a modificare per eliminare - o mitigare quantomeno - il sintomo, ed impiega generalmente meno tempo a portare benefici al paziente.
Il concetto di base - del quale trovate un "antipasto" nel post scorso, non a caso la REBT era citata nei libri del Dr Trabucchi dei quali abbiamo parlato, è che (ancora una volta lo ripetiamo, e continueremo a farlo "ad libitum" come si dice in musica) NON SONO GLI EVENTI IN SE' STESSI A PROCURARCI DISTURBO, MA LA "LETTURA CHE NE DIAMO".
Proprio perchè, come abbiamo visto nel post scorso, TUTTO E' RELATIVO E DIPENDE DAL PUNTO DI VISTA, l'Autore invita, partendo da questo assunto e attraverso alcune tecniche che vedremo, a cercare di osservare i nostri pensieri per metterli in dubbio, discernendo quelli funzionali da quelli disfunzionali e mettendo in discussione i secondi, per cercare di riportarli a un livello più emotivamente equilibrato, evitando quindi le nostre reazioni inappropriate.
La R.E.B.T. interviene fondamentalmente su: PENSIERO (tecniche cognitive), IMMAGINAZIONE (tecniche immaginative), COMPORTAMENTO (tecniche comportamentali).
- PENSIERO - TECNICHE COGNITIVE - servendosi di uno schema nominato A-B-C-D-E (Adversity - avversità, Beliefs - credenze, la "lettura" degli eventi, Consequences - conseguenze, emotive e comportamentali, Disput - messa in discussione, Effects - effetti della messa in discussione sul pensiero e il comportamento), da eseguire dapprima per iscritto e col tempo "farlo proprio" fino a poterlo richiamare mentalmente, invita i pazienti a rendersi parte attiva nel giudicare i propri procedimenti mentali/emotivi che li portano ad esprimere in modo inappropriato le proprie emozioni, in questo modo si potranno più facilmente individuare i "trigger" che ci portano a rischiare di scattare. NB da notare che nella lettera B, si fa la distinzione tra credenze razionali ed irrazionali, per aiutarci a riconoscere quelle sulle quali lavorare da quelle invece appropriate.
- IMMAGINAZIONE - TECNICHE IMMAGINATIVE - in buona sostanza, il Dr. Ellis propone, in affiancamento alle tecniche cognitive di cui sopra, di soffermarsi di tanto in tanto cercando di immaginare dentro di sé situazioni "a rischio", spiacevoli, concentrandoci per riuscire a provare infine le sensazioni che ce ne derivano (per continuare l'esempio di cui sopra, immaginarci ad esempio che dal nostro vicino siano andati i ladri, convincercene fino al punto da riuscire, immaginando sia accaduto realmente, a provare le sensazioni collegate e sopra descritte); una volta raggiunto questo livello di "immedesimazione", cominciare pazientemente e gentilmente a trasformare le emozioni da "eccessive" ad "appropriate" (nel caso ancora descritto, da "ansia smodata" a "preoccupazione").
- COMPORTAMENTO - TECNICHE COMPORTAMENTALI - sottolineando la profonda interazione tra cognizioni, emozioni e comportamento (già in periodi antichi sottolineata da Epitteto e Marco Aurelio), la REBT propone tra gli altri 3 tipi di esercizi comportamentali prevalenti: ESERCIZI ANTI-VERGOGNA, ESERCIZI DI ASSUNZIONE DI RISCHIO, ESPOSIZIONE E GESTIONE DELLE CONTINGENZE (rinforzo, penalità, costo della risposta). Mentre i primi 2 tipi fondamentalmente con varie modalità nel libro descritte propongono e aiutano a "uscire dalla propria comfort zone" per rendersi conto che in realtà i "limiti e i rischi" spesso sono più dentro di noi che nella realtà, l'ultimo invece insiste sul meccanismo autoindotto "premio/punizione" relativamente al cambiamento delle nostre abitudini di pensiero e di comportamento.
- la maggior parte dei problemi ci derivano solitamente da 3 "doverizzazioni di base" che ci schiavizzano: SU NOI STESSI (io DEVO agire bene ed essere sempre all'altezza per essere apprezzato dalle persone per me significative), SUGLI ALTRI (gli altri DEVONO trattarmi bene e agire assolutamente come penso DEBBANO agire, sennò sono dei mascalzoni e meritano di pagarla), SULLE CONDIZIONI DI VITA (le cose che mi capitano DEVONO essere proprio come pretendo, tutto deve essere facile e gradevole, altrimenti la vita diventa INSOPPORTABILE) - Ritroveremo concetti molto simili a questi quando tratteremo per la Mindfulness e per il Taoismo il concetto dell'EGO, tante filosofie asiatiche e indiane si sono spese per ribadire d'altronde il fatto che troppe volte ce ne facciamo schiavizzare e predicando talvolta di ignorarlo, altre volte addirittura la sua distruzione.
- CATASTROFISMO - consiste nell'esagerare in maniera importante l'aspetto spiacevole o doloroso di un evento ("sarebbe orribile non passare quell'esame" "il mondo è diventato un posto orribile", "è tremendo essere criticati")
- BASSA TOLLERANZA ALLA FRUSTRAZIONE, pensieri che denotano scarsa resistenza a situazioni oggettivamente di disagio o spiacevoli ("non sopporto più di dover lavorare tanto", "è insopportabile tutta questa confusione")
- GIUDIZIO GLOBALE SU DI SE' O SUGLI ALTRI - può assumere talvolta l'aspetto di svalutazione, altre volte di condanna; consiste nel prendere in esame un evento, un'occasione in cui abbiamo fallito, o abbiamo sbagliato, e da lì trarne una conclusione globale a livello di persona ("poichè ho sbagliato l'esame, sono un fallito", "come si è permesso di trattarmi così? è una persona orribile"); queste indebite generalizzazioni, nocive a noi stessi quanto infondate, esprimono giudizi totalizzanti che spesso col loro peso ci impediscono poi di andare oltre al nostro naso, trasformandosi in preconcetti e non permettendoci quindi più di giudicare oggettivamente e limitatamente a una singola occasione, qualcosa o qualcuno (compresi noi stessi)
- Una frase meravigliosa e preziosa nella sua semplicità che tutti dovremmo tenere a mente, è che nonostante abbiamo il vizio di discolparci dei nostri atteggiamenti disfunzionali etichettandoli come "umani", UMANI NON SIGNIFICA NECESSARIAMENTE UTILI O SALUTARI!!!
- La REBT sostiene che il pensiero irrazionale è la causa preponderante dei disturbi emozionali, la salute emotiva è soprattutto pensiero equilibrato.




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