MINDFULNESS: ENTRIAMO NEL "VIVO"
Buongiorno e bentrovati a tutti!!!
Se siete arrivati fin qui, presumo di esser riuscito a infondervi quantomeno curiosità rispetto a questa meravigliosa disciplina, e questa è una splendida notizia, prima di tutto per voi e il vostro equilibrio, e poi per quello di coloro che vi sono vicini!
In questo post entreremo "nel vivo" della pratica Mindfulness, sia da un punto di vista della meditazione, che degli insegnamenti di pensiero/comportamento! Prima di cominciare però mi preme ribadire nuovamente il fatto che parlerò solamente della mia esperienza, che in alcun modo potrà esser paragonabile a quella di nessun altro, ognuno deve trovare da sé infatti la propria strada, quello che mi preme è "mettere a fattor comune" il mio vissuto, data anche la profonda ignoranza in questa materia - come in molte altre d'altronde - che regna in Italia, per colpa prima di tutto di Istituzioni e media.
Cominciamo!

MEDITAZIONE MINDFULNESS: "PILLOLA ROSSA, PILLOLA BLU" (cit.)
Il motivo per cui nel titolo di questo paragrafo ho citato Matrix, è perchè la sensazione che provo dopo anni di pratica costante, quando col pensiero ritorno al "mio vecchio io" (quello per intenderci precedente alla scoperta della Mindfulness) è più o meno la stessa che dovette provare Neo nel famoso film, decidendo "di restare nel Paese delle Meraviglie per scoprire quanto è profonda la tana del Bianconiglio".
E' incredibile ancora oggi, nonostante negli ultimi anni abbia letto di parecchi filosofi e mistici che sottolineavano le potenzialità inesplorate "della nostra vera natura, spogliata del nostro ego", rendermi conto di quanto mi sia (come tutti) parecchio ostacolato con le mie stesse mani durante la mia vita, semplicemente decidendo di assecondare costantemente le voci del mio io narrante.
Per questo e per altri motivi che vedremo, IL PRIMO RISULTATO FONDAMENTALE CHE HO OTTENUTO DALLA PRATICA QUOTIDIANA DELLA MEDITAZIONE E' STATO QUELLO DI ESSERE FINALMENTE PIENAMENTE PRESENTE A ME STESSO, CONSAPEVOLE DI QUALSIASI PENSIERO ARRIVI E IN GRADO DI OSSERVARLO CON "SPIRITO GENTILE, COMPASSIONEVOLE E INCLUSIVO" PER QUELLO CHE SEMPLICEMENTE E': UN EVENTO NEL CAMPO DELLA MIA CONSAPEVOLEZZA, ESATTAMENTE COME UN CAMION CHE SUONA IL CLACSON FUORI IN STRADA, IL MIO GATTO CHE MI SBATTE LA TESTA CONTRO LA GAMBA PER AVERE ATTENZIONI, O QUELLA SENSAZIONE DI FORMICOLIO TRA LE DITA DEL PIEDE.IL FATTO QUINDI DI ESSERE CONSAPEVOLE DEL LORO ARRIVO E DI ACCETTARE I PENSIERI COME SOPRA DESCRITTO, MI RENDE IN GRADO MOMENTO PER MOMENTO DI DECIDERE QUANTO PESO DAR LORO E SE PRESTAR LORO ASCOLTO O MENO, METTENDOLI IN DISCUSSIONE (SE LO RITENGO) E DECIDENDO DI CONSEGUENZA PIENAMENTE E AUTONOMAMENTE DEL MIO COMPORTAMENTO.
Se sembra banale, posso assicurarvi che la maggior parte di noi (me compreso parecchi anni fa) identificandosi con i propri pensieri a un livello "viscerale", identifica gli stessi con la realtà oggettiva per non dire assoluta del mondo che li circonda causando (a loro stessi e a chi hanno attorno) un sacco di problemi.
MA A LIVELLO PRATICO, COME SI MEDITA SECONDO LA MINDFULNESS?
Per raggiungere i risultati di cui sopra (ma non solo, per ulteriori benefici vi rimando al post scorso e a quello successivo a questo) e per aiutarci ad approcciarci alla MODALITA' DELL'"ESSERE" AL POSTO DI QUELLA DEL "FARE", nella fase iniziale è fondamentale (e sicuramente per i primi 5/6 mesi almeno per permettere alla pratica di "attecchire" come un germoglio in noi) affidarsi alle tracce audio disponibili, come detto, intanto dal sito MINDFULNESS PER PRINCIPIANTI (cui si accede dopo aver acquistato il relativo volume):
- MEDITAZIONE SUL CIBO - si cerca di portare interamente la propria Consapevolezza sul mangiare, nel caso della traccia un chicco d'uva, ma qualsiasi alimento può andar bene (io ho usato a volte un biscotto, altre volte un cracker)
- MEDITAZIONE SUL RESPIRO - evidentemente come è facile intuire dal nome, qui si cerca di restare concentrati sul proprio respiro, non si tratta di "pensare al respiro" o di "renderci conto che stiamo respirando", ma più naturalmente DI STARE COL RESPIRO ACCETTANDO DI RESTARE PRESENTI A NOI STESSI SEMPLICEMENTE RESPIRANDO
- MEDITAZIONE SUL NOSTRO CORPO NELLA SUA COMPLETEZZA - in questa traccia faremo esperienza di sentire davvero il nostro corpo così com'è...nelle pratiche più evolute di Body Scan invece andremo a cercare di fissare la nostra Consapevolezza di volta in volta come un faro sulle varie parti del nostro corpo; ritrovare la piena connessione col nostro corpo è fondamentale per radicarci nel "qui ed ora"
- MEDITAZIONE SUI SUONI E SUI PENSIERI - in questa traccia uniti, in altre tracce separati, qui si cercherà di rimanere spettatori il più possibile "disinteressati" CERCANDO QUINDI DI NON GIUDICARE COL CERVELLO NARRANTE MA SOLO DI RENDERCI CONTO DI QUANTO AVVIENE ATTORNO A NOI, dei suoni che ci giungono e dei pensieri che ci attraversano di volta in volta
- MEDITAZIONE DI PURA CONSAPEVOLEZZA (O DI CONSAPEVOLEZZA LIBERA) - una delle più intense, ma per mia esperienza una meditazione di livello già "intermedio" rispetto alle precedenti, in quanto si pone lo scopo (che poi coincide con lo scopo della Mindfulness in sé) di assistere alla totalità della nostra esperienza umana (quindi solitamente il corpo nella sua completezza, il respiro, i pensieri e i suoni) cercando di non "fissare" la nostra Consapevolezza su nessuno di questi aspetti in particolare, rimanendo spettatori curiosi e disinteressati
- RINSALDARE IL NOSTRO CONTATTO CON NOI STESSI, RENDENDOCI PIU' CONSAPEVOLI E ATTENTI AI NOSTRI STIMOLI INTERNI (quando soffrivo di ansia, ricordo che a volte in viaggio in macchina era tanta la fretta di "arrivare il prima possibile" da non rendermi nemmeno conto di star viaggiando con fame, sete, sonno e addirittura a volte un gran bisogno di andare in bagno; oggi mi rendo conto dopo una mezz'oretta o un'ora se qualcosa che ho mangiato sta per darmi fastidio, solo per fare un esempio)
- FUNGERE DA "ANCORA" per riuscire a mantenere la nostra Consapevolezza sull'"oggetto" stesso della nostra meditazione, nonostante (L'INEVITABILE) arrivo di: pensieri che ci distraggono, dolori vari e improvvisi, solletico, bruciori e tutto quanto la nostra mente si inventa per "RESISTERE AL NOSTRO TENTATIVO DI CONTROLLO".
LA MINDFULNESS - MA IN GENERALE QUALSIASI TIPO DI MEDITAZIONE - INSISTE MOLTO SUL FATTO DI ACCOGLIERE CON GRATITUDINE QUESTE "DISTRAZIONI", ACCETTANDOLE COME PARTE STESSA DELLA NOSTRA NATURA, MA AL TEMPO STESSO RICHIEDE, UNA VOLTA NOTATE (notato quindi un pensiero che arriva, un prurito o un dolore) DI EVITARE DI ASSECONDARLE IL PIU' POSSIBILE (senza assolutamente colpevolizzarci perchè è inevitabile che specie all'inizio falliremo, ma provare e riprovare con amore e pazienza).QUINDI IN CASO DI PENSIERI, CERCARE DI LASCIARLI ANDARE COME SONO ARRIVATI, SENZA TRATTENERLI O SCACCIARLI, SOLO OSSERVANDOLI PER POI TORNARE ALL'"OGGETTO" DELLA NOSTRA CONSAPEVOLEZZA; NEL CASO INVECE DI MALI O CRAMPI PASSEGGERI, ATTRAVERSO L'UTILIZZO ANCHE DI PRATICHE QUALI IL "PORTARE IL RESPIRO NELLA ZONA DOLORANTE"(che vedrete nelle varie guide), EVITARE DI CAMBIARE POSIZIONE.
In questo modo, col tempo e la pratica ARRIVEREMO A ESSERE FINALMENTE PADRONI DELLA NOSTRA MENTE, E IN CONTATTO COL NOSTRO CORPO, RENDENDOCI CONTO CHE POSSIAMO VERAMENTE SCEGLIERE COME RISPONDERE AI NOSTRI STIMOLI (sia quelli del pensiero che quelli del corpo), IMPARANDO A GESTIRLI ANZICHE' ESSERNE SCHIAVI.
Riguardo le raccomandazioni principali che Kabat Zinn fornisce per seguire la pratica meditativa, sono principalmente le seguenti:
- praticate quotidianamente per almeno 20 minuti, qualsiasi cosa succeda, ovunque vi troviate; dovete pensare che vi state facendo del bene, potrebbe diventare "la cosa più importante della vostra vita" come è successo a me, considerate che state praticando una terapia psicologica meditativa, quindi non è uno svago o un passatempo, MERITA LA VOSTRA SERIETA' E ATTENZIONE COME SE STESTE RECANDOVI DA UNO PSICOLOGO (visto tra l'altro che anche gli psicologi vi possono fare un corso di Mindfulness)
- scegliete un luogo e un momento della giornata in cui è più difficile che veniate disturbati, avvisate i conviventi che quel momento è un momento "solo vostro" in cui silenziare cellulari e laptop e dedicarvi ESCLUSIVAMENTE a voi stessi per poter stare meglio, NON COLPEVOLIZZATEVI PERCHE' VI RITAGLIATE UN MOMENTO PER VOI, IN QUANTO IN REALTA' UN MAGGIOR EQUILIBRIO VOSTRO ANDRA' A GIOVAMENTO DI CHIUNQUE VI CIRCONDI, NON SOLO VOSTRO.
- è preferibile solitamente la posizione seduta, rispetto a quella sdraiata che maggiormente espone al rischio di addormentarsi
- cercate di tenere la schiena, il collo e la testa allineati il più possibile lungo un asse verticale, le spalle abbassate e rilassate, le mani solitamente appoggiate sulle ginocchia o sulle cosce, o in grembo magari coi palmi rivolti verso l'alto e i pollici in contatto con i rispettivi indici; meglio se riuscite a mantenere la schiena staccata dallo schienale della sedia, se inizialmente vi risulta faticoso potete però appoggiarvi, per poi arrivare con l'esercizio a rimanere staccati. Una delle istruzioni che amo di più e che sentirete nelle varie guide, è: "Sedetevi in maniera tale da incarnare un senso di dignità"
Eseguendo le indicazioni sopra riportate, è fondamentale notare che dopo qualche minuto come abbiamo detto il corpo comincia ad averne abbastanza, chiedendovi di cambiare posizione o di fare proprio qualcos'altro, SUCCEDE A TUTTI NON SOLO AI PRINCIPIANTI, ED E' PROPRIO A QUEL PUNTO CHE IL LAVORO DI AUTO-OSSERVAZIONE DIVENTA PARTICOLARMENTE IMPORTANTE (così come gli esercizi in palestra rendono al massimo nel momento di massimo sforzo) PERCHE' DI SOLITO APPENA LA MENTE SI AGITA IL CORPO LA SEGUE, SE LA MENTE DICE "HO SETE" QUALCHE ISTANTE DOPO IL CORPO SI TROVA AD APRIRE IL FRIGORIFERO, SE LA MENTE DICE "MI ANNOIO" QUALCHE ISTANTE DOPO IL CORPO E' IN PIEDI IN CERCA DI OCCUPAZIONE.SUCCEDE ANCHE AL CONTRARIO, SE IL CORPO AVVERTE UN FASTIDIO CERCHERA' IMMEDIATAMENTE DI CAMBIARE POSIZIONE, OPPURE INVIERA' ALLA MENTE LA RICHIESTA DI FARE QUALCOS'ALTRO.
E' di fondamentale importanza lavorare a qual punto sull'accettazione senza colpevolizzazione di quanto emerge durante la pratica di meditazione Mindfulness, col tempo diverrà sempre più facile mantenere ferma la consapevolezza, restando immobili ad osservare tutto quello che ci circonda e ci attraversa (LETTERALMENTE) e tradurre questa consapevolezza in forza interiore, per affrontare la vita di tutti i giorni.
PER FARE UN ESEMPIO CITATO DA "VIVERE MOMENTO PER MOMENTO" DI QUANTO SIA LIBERATORIO RENDERSI CONTO CHE I PENSIERI SONO SEMPLICEMENTE PENSIERI E CHE NOI NON SIAMO I NOSTRI PENSIERI: SE PENSI DI DOVER FARE DURANTE UNA GIORNATA UN CERTO NUMERO DI COSE, E NON LO RICONOSCI SEMPLICEMENTE "COME UN PENSIERO", BENSI' TI COMPORTI COME SE FOSSE UN "DATO DI FATTO", CREI CON CIO' UNA REALTA' CHE TI COSTRINGE A FARE EFFETTIVAMENTE TUTTE QUELLE COSE.
La Mindfulness insegna a prendere coscienza di quello che pensiamo, in tempo per poterlo accettare serenamente e DECIDERE CHE UTILIZZO FARNE; NON SIGNIFICA ABDICARE ALLA PROPRIA PERSONALITA' OPPURE PASSIVITA' A TUTTI I COSTI, SIGNIFICA CHE ANCHE NEL MOMENTO PIU' ESTREMO DI EMERGENZA, PER ESEMPIO ESSERE VITTIMA MALAUGURATAMENTE DI UN'AGGRESSIONE PER STRADA, POTREMO DECIDERE DI REAGIRE MA ANCHE IN QUEL CASO SARA' FATTO IN MODO CONSAPEVOLE, LUCIDO, SENZA "PERDERE LA RAGIONE", QUESTO FARA' SI' CHE SI GUADAGNI ENORMEMENTE IN EFFICACIA.
- NON GIUDIZIO
- PAZIENZA
- MENTE DEL PRINCIPIANTE
- FIDUCIA
- NON CERCARE RISULTATI
- ACCETTAZIONE
- LASCIARE ANDARE







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