LAO TZU, IL "VENERABILE MAESTRO", E IL DAODEJING

Buongiorno a tutti e bentrovati!!!

Ci troviamo all'incirca nel VI secolo A.C., nella Cina antica; siamo nel periodo definito "degli Stati Combattenti", a causa delle lotte interne tra gli Stati allora conosciuti per la supremazia, nel periodo finale della Dinastia cinese dei Zhou orientali. Nonostante la violenza dell'epoca, questo periodo viene considerato come il periodo nel quale si manifestò l'apice del pensiero cinese, allorchè i vari pensatori dell'epoca cercarono, ognuno a modo proprio, di indicare soluzioni affinchè l'uomo ricominciasse a vivere in pace.


                                                         

                                     Lao Tzu, (VI - V secolo A.C.) Autore del Daodejing


"Laozi (Lao tzu) visse a lungo a Zhou. Vedendo il declino della dinastia, decise di partire; giunto al posto di confine in cima al passo, Yin Xi, l'ufficiale che comandava la guarnigione, gli disse: "Poichè stai per ritirarti, devi almeno compiere lo sforzo di lasciarci qualcosa di scritto". Perciò Laozi scrisse un libro in due parti, che spiega la Via e la Virtù in poco più di cinquemila caratteri, e partì. Nessuno sa dove sia andato a finire i suoi giorni".

Così Sima Qian (145-86 A.C.) il primo grande storico cinese, descrive l'origine del Daodejing nello "Shiji, I Resoconti dello storico".

Contemporaneo secondo Sima Qian di Kong Fuzi (Confucio, 551-479 A.C.), la figura di Lao Tzu - letteralmente "venerabile maestro" - considerato il padre del Taoismo, è avvolta nel mistero sia per quanto riguarda l'effettiva esistenza in vita (vi è il dubbio che non si trattasse in realtà di una figura "mitica" cui attribuire il testo per conferirgli autorevolezza), sia per quanto riguarda l'effettiva collocazione temporale (alcuni studiosi moderni lo collocherebbero tra il IV e il III secolo A.C).

Inserito dal Taoismo religioso (in tempi moderni separato dal Taoismo "filosofico" che affrontiamo qui, il Taoismo religioso non sarà trattato in questo Blog, sia per scarsità di fonti disponibili, che per via della sua "omologazione" a dogmi, cerimonie e quant'altro contraddistingue le grandi religioni dominanti) nel pantheon delle divinità taoiste, a prescindere da qualsiasi considerazione di carattere filologica e/o storiografica, Lao Tzu ha lasciato in eredità all'umanità uno dei libri più tradotti al mondo in grado di fornire nel minor spazio possibile la più completa "guida" per comprendere il mondo e orientarci in esso, un volume considerato la bibbia del Taoismo.

Per coloro i quali intendessero approfondire la parte relativa ai cenni storici accertati su questa fondamentale figura del Taoismo, in un'opera preziosa che tenta di dividere questi cenni, dalla parte più agiografica o addirittura mitologica, consiglio assolutamente: "Laozi" di Amanda Morelli, editore Red Edizioni.


                                                

     Il Taijitu che ho tatuato sul     torace, indicante il continuo alternarsi Yin/Yang nell'universo.
                       Dall'alto verso il basso, gli ideogrammi rappresentanti Cielo e Terra
                      Da sx a dx, quelli rappresentanti WU WEI (NON AZIONE TAOISTA)


Sono molto interessato al contesto storico che ha generato questi volumi meravigliosi, e attraverso altri volumi che vedremo lo sto studiando, tuttavia pur ritenendolo utile per farsi un'idea della "cornice" che attorniava questi grandi pensatori, ritengo che fermarsi all'aspetto didascalico di questi volumi come già anticipato nello scorso post, rischi di sviare la vista dal messaggio principale e più importante, un pò come il "proverbiale dito che indica la luna": quello degli insegnamenti taoisti dei quali ci hanno fatto dono.

Poco importa a mio avviso, se non a carattere enciclopedico o per mera curiosità, il "chi" o il "come" - tralasciando il fatto che ritengo altamente improbabile, alla luce della quarantina di volumi appartenenti alla mia bibliografia al momento, riuscire a dipanare ulteriormente le ombre su questi autori, dato il lasso di tempo che ci separa da loro (circa 2.500 anni), a meno di miracolosi e sconvolgenti ritrovamenti archeologici -; quello che realmente importa secondo me è il "cosa", il messaggio contenuto.

Attualmente possiedo 7 edizioni differenti del Daodejing, per i motivi anticipati nello scorso post: avere la possibilità, trattandosi di testi antichissimi, di trarre il massimo vantaggio dalla maggior parte delle traduzioni disponibili, come detto infatti essendo testi sacri non sono da leggere e interpretare "alla lettera" (nonostante, nota bene, sarebbe possibile farlo, con qualche riferimento circa alcune figure allegoriche utilizzate) bensì occorre lasciare che le suggestioni evocate riecheggino in noi: molti tengono sul comodino la loro copia del Daodejing e al bisogno lo aprono, una pagina a caso, lasciando che la saggezza ultramillenaria di quest'opera fantastica li pervada.

7 edizioni dicevamo, tra le quali per cominciare vi suggerisco assolutamente le seguenti:

TAO TE CHING ed. Gli Adelphi, a cura di Duyvendack, importantissimo sinologo olandese del secolo scorso, autore di numerosissimi studi su questo volume, la copia perfetta per cominciare - l'edizione che ad oggi costituisce ancora il termine di paragone per le edizioni successive -.

TAO TE CHING ed. Universale Economica Feltrinelli, a cura di Augusto Shantena Sabbadini, fisico teorico, agricoltore, traduttore, studioso e insegnante di tradizioni taoiste - un volume imprescindibile, sia per la traduzione "letterale" degli ideogrammi capitolo per capitolo, sia per il prezioso approfondimento storico e bibliografico - NB di suo vi suggerisco di procurarvi anche il Chuang tzu, stesso editore.


                                      


...MA VENIAMO DUNQUE AL DAODEJING!!!

E' l'unico dei 4 testi sacri (che comprendono, lo ricordo, il Zhuang-zi, lo Lie-zi e il Neye) ad essere composto perlopiù da aforismi, massime e precetti, divisi in 81 capitoli; come dice il titolo (Il classico della Via e della Virtù), il volume si pone l'obiettivo da un lato di spiegare lo svolgimento dell'universo e il nostro posto al suo interno, dall'altro declina i medesimi insegnamenti e precetti in virtù del Saggio, o colui che ha il compito di governare affinché il governo stesso, seguendo il Tao, possa tentare di risolvere le crisi economico-militari in atto nel periodo detto "degli Stati Combattenti".

A questo punto tenterò di tratteggiare quelli che sono a mio avviso i punti salienti, le suggestioni più importanti del libro; vi prego in anticipo di perdonare eventuali dimenticanze o inesattezze, come sempre ricordo come questo mio blog abbia il solo scopo di "indicare come il dito la luna" ma non dovete in alcun modo scambiare il dito con la luna.


  • In principio era IL VUOTO, IL SENZA NOME, L'INDEFINITO; poi giunsero il cielo e la terra, con essi i diecimila esseri (gli esseri viventi) e con essi i nomi, le classificazioni, le etichette.
  • Il valore del VUOTO è ampiamente sottovalutato: così come l'utilità di una tazza è nel suo esser vuota, quello di una stanza nelle porte e nelle finestre che ne consentono l'accesso, quello di una ruota nel mozzo che permette di collegarle; il vuoto è foriero di ogni possibilità, non mancanza.
  • Il vero Tao (la vera via) è innominabile, le parole non sono in grado minimamente di contenerlo.
  • Il Tao tutto comprende ma è vuoto, è indefinibile e inafferrabile, è ovunque e in qualsiasi manifestazione dell'universo, governa senza comandare, risolve senza occuparsi di nulla.
  • Il Tao segue il Senza Nome, l'origine del tutto, quando non vi erano nomi a classificare alcunché e tutto era unito nel vuoto, inteso come foriero di ogni possibilità e non come mancanza, al quale ritorneremo quando sarà il momento, quindi la morte non è altro che un passaggio di stato inevitabile e che segna un ritorno alla condizione precedente la nostra nascita.
  • Nel momento esatto in cui cominciarono le definizioni, si cominciò a definire i loro complementari, NON OPPOSTI: senza l'uno non può esistere l'altro; definisci la bellezza e avrai la bruttezza, la povertà seguirà la ricchezza, la bassezza l'altezza, aumenta le leggi e aumenterai i fuorilegge e così via; comprendere ed accettare la legge di complementarità è essenziale per una vita equilibrata, SENZA L'UNO NON PUO' ESISTERE L'ALTRO.
  • Il Tao regola il continuo alternarsi di questi stati, accrescendo ciò che è minore e diminuendo così il maggiore, quindi nel massimo momento di yin si avrà il principio di yang e viceversa, come nel taijitu.
  • Così come il Tao regola qualsiasi cosa nell'universo, è nell'umiltà la grandezza, nel porsi in basso rispetto le situazioni la possibilità di elevarsi, avendo a cuore il bene comune e non il proprio tornaconto.
  • L'unica possibilità per raggiungere la GRANDE FELICITA' (differente dalla "piccola" perchè quest'ultima dipende da "fattori esterni") cioè di poter vivere secondo la propria natura, è vivere assecondando i continui mutamenti dell'universo.
  • Occorre a questo proposito muoversi come l'ACQUA: elemento "morbido" per natura, che si adatta raggiungendo gli angoli più nascosti e modesti che esistano, riuscendo tuttavia a penetrare ovunque, adattandosi alle forme che la contengono (tazza, bottiglia, brocca etc...)
  • Per poter mutare insieme al mutamento, muovendosi nel "momento di minimo sforzo", assecondando quindi i cambiamenti, è indispensabile però accorgersi per tempo dei germogli di questi mutamenti, dei primi segnali: l'unica possibilità per riuscirci è recuperare la "spontaneità del fanciullo" (ZIRAN) e praticare la NON AZIONE TAOISTA (WU WEI).
  • Per NON AZIONE (WU WEI) si intende azione senza secondi fini, senza l'inquinamento della mente pensante, agire dunque quando non si può fare altrimenti, secondo la propria natura e non ponendosi scopi nascosti; in questo modo, agendo solo quando strettamente necessario, si seguirà il Tao, lasciando che le cose arrivino al loro naturale compimento senza forzatura.
  • Allo stesso modo, il Governante per aspirare a seguire nella sua opera di governo il Tao, deve attenersi alla NON AZIONE (WU WEI): così, quando il popolo riuscirà a compiere qualcosa, penserà di esserci riuscito da solo; il Governante perfetto è quello del quale il popolo scorda l'esistenza, eppure tutto si compie.
  • Se non moderati, PASSIONI E DESIDERI possono facilmente condurre fuori dalla Via del Tao; SEMPLICITA', UMILTA' E MODERAZIONE DEI DESIDERI sono fondamentali per una vita equilibrata.


                                            


Queste sono solo le più importanti suggestioni suggerite dagli insegnamenti di Lao Tzu che mi premeva trasmettervi con questo post; esattamente come per la Mindfulness, non nutro l'ambizione di esprimermi a proposito del Taoismo con pretese di tipo accademico, nè storiografico: come più volte ribadito lo scopo principale di questo blog è mostrare QUANTO CHIUNQUE POSSA RIUSCIRE A MODIFICARE LA PROPRIA ESISTENZA, SEMPLICEMENTE ABBRACCIANDO IL CAMBIAMENTO, DIVENTANDO EGLI STESSO IL CAMBIAMENTO, E DISTACCANDOSI DAL PROPRIO EGO, IMPARANDO QUINDI A VIVERE SECONDO LA PROPRIA SPONTANEA NATURA.


Per quanto riguarda gli insegnamenti del Daodejing, così come per i prossimi post in cui vedremo gli altri testi canonici del Taoismo, l'invito è ovviamente quello di procurarvi il prima possibile perlomeno un paio di edizioni ciascuno e di approcciarvi ad essi con la "spontaneità del bambino" o se preferite la "Mente del Principiante" della Mindfulness, lasciando che l'antica saggezza di una delle civiltà più antiche conosciute, possa illuminare i vostri passi anche solo un decimo di quanto quotidianamente riesce ad illuminare i miei.

AUGURIO PIU' CARO E SINCERO NON POTREI FARVI!!!


Ringraziandovi come sempre per essere arrivati fin qui nella lettura, vi do appuntamento se vorrete al prossimo post con la presentazione di Zhuang Zi, e vi auguro una splendida giornata!!!

Simone


"L'UTILITA' DI UNA TAZZA STA NEL SUO ESSERE VUOTA"




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