UNA RIFLESSIONE SUL RUOLO DELLA RELIGIONE E DELLA FILOSOFIA NELLA VITA

 Buongiorno e bentrovati a tutti!!!

A distanza di  quasi 2 mesi dall'ultimo post "a mano libera", quello per l'esattezza in cui vi rivolgevo i miei auguri per le feste natalizie, e mancandomi questo spazio personale (per qualche mese dedicato - fruttuosamente - "solo" alla professoressa Cheng e al suo inestimabile "Storia del pensiero cinese") ho deciso di "riappriopriarmi del - mio - spazio" per pubblicare questo post dove vorrei interrogarmi, e interrogarvi, sul ruolo che potrebbe/dovrebbe avere la filosofia (di qualsiasi provenienza, io ovviamente mi soffermerò su quella che conosco, cioè quella cinese antica) nella vita di tutti i giorni.

E, cosa ancor più importante, cercherò di esprimere quello che rappresenta per me, nel mio quotidiano. 

Partiamo!!!





"PRIMUM VIVERE, DEINDE PHILOSOPHARI" 

(prima vivere, poi fare filosofia)





Questo antico proverbio latino esprime il concetto che l'uomo dovrebbe pensare a soddisfare prima di tutto i suoi bisogni fondamentali (primari), e solo successivamente ragionare sul perchè delle cose; la sua origine incerta rimane indefinita, ma probabilmente data di molto precedentemente al 1500 della nostra era (d.C.). 




Lao Tzu, nel VI secolo a.C., dava come consiglio nel Tao Te Ching al Santo (il Governante) per ben guidare il popolo, quello di "occuparsi di mantenere le pance piene e le teste vuote", "mitigando desideri e passioni delle persone", senza fare altro, agendo nel governare (esclusivamente quando indispensabile) come nel "cuocere piccoli pesciolini, girandoli delicatamente".

Ora, se i consigli di Lao Tzu in merito al governare potevano essere ben condivisibili nel periodo degli Stati Combattenti (450-220 a.C.), nel quale ricordo la Cina era sconvolta da sanguinosi e feroci conflitti intestini per il controllo del territorio, e laddove l'obiettivo comune dei filosofi e dei letterati era quello di arrivare a una soluzione per appianare i conflitti e far tornare a regnare la giustizia (e con essa la pace), credo però che i due esempi suddetti ben si adattino a mio avviso anche ai tempi attuali, qui da noi in Occidente, perlomeno nelle intenzioni di chi governa (da sempre e in qualunque schieramento politico), con buona pace della pigrizia mentale delle persone. 

Dico questo per esprimere la mia più ferma convinzione relativamente al fatto che se fosse sufficiente essere in grado di soddisfare i nostri bisogni primari per "non avere pensieri", allora l'Occidente - al netto delle migliaia di "bisogni nuovi ed emergenti" creati ad ogni istante dal marketing delle varie multinazionali - dovrebbe essere il paradiso in terra...così non mi pare si possa definire...e in realtà, noi stessi siamo molto più complessi - e allo stesso tempo più semplici - di così. Per fortuna.



Cerco di spiegarmi meglio, mi perdonerete perchè ora ci sarà una lista di "nonostante" piuttosto lunga, ma finirà bene!!!

Nonostante le sempre maggiori divisioni tra le persone (con il conseguente aumento di condizioni di vita in solitudine, a causa della disgregazione sociale ) alimentate ad arte dai politici di turno ("Dividi ed Impera" per usare un'altra citazione latina), nonostante le notizie confezionate ad hoc dalla televisione (che ha vinto la sua battaglia ormai moltissimi anni fa, venendo "sdoganata" come elettrodomestico che le persone accendono di default al loro ritorno a casa, "perchè tiene loro compagnia") atte a "soffiare sul fuoco", nonostante la sempre maggior privatizzazione della Sanità pubblica con tagli a destra e a manca, nonostante i ricchi e i potenti che da questa situazione riescono - e riusciranno sempre - a trovare un tornaconto e nonostante anche tutti coloro i quali sostengono - bovinamente - la "virtù dell'ignoranza", NOI SIAMO MIGLIORI DI QUELLO CHE NOI STESSI CI RITENIAMO. E NE SONO PROFONDAMENTE CONVINTO.

Non siamo migliori per via delle bandiere appese durante la pandemia, nemmeno per i precetti religiosi che (più o meno) seguiamo o per le correnti di pensiero che decidiamo di adottare, non siamo migliori per provenienza geografica, per etnia nè per professione...SIAMO MIGLIORI PER NOSTRA STESSA NATURA. ESATTO, PROPRIO COSI' COME SIAMO. Così come nessuna creatura nell'universo eccelle infatti come l'uomo nelle nefandezze che è in grado di compiere - al punto da rischiare l'autodistruzione -, allo stesso modo però NESSUNA CREATURA E' IN GRADO DI SACRIFICARSI E ADOTTARE IL "BENE COMUNE" AL POSTO, O PERLOMENO PRIMA, DEL PROPRIO (SPOILER: quindi alternanza male/bene?! Due facce della stessa medaglia?? ricorda qualcosa??).


MA, ESATTAMENTE, QUANDO SIAMO IN GRADO DAVVERO DI ESPRIMERE "IL NOSTRO MEGLIO COME ESSERI UMANI"???


Ciascuno segue una propria motivazione: per il prete o il missionario può essere la fede, per un medico il giuramento di Ippocrate, per un volontario della Protezione Civile o di qualsiasi altra associazione ONG o ONLUS la vocazione a fare del bene, ad aiutare il prossimo, purtroppo vi è incluso nella lista anche chi lo fa per mettersi in mostra nei confronti del prossimo, o chi ancora invece magari all'interno di un percorso di redenzione da qualche colpa commessa...




A prescindere dalle motivazioni (escludendo magari le ultime 2 della lista, fortunatamente la minor parte credo e spero), sono convinto che:

NOI SIAMO IN GRADO DI OFFRIRE AGLI ALTRI DAVVERO IL NOSTRO MEGLIO QUANDO CI SENTIAMO SERENI, PIENAMENTE REALIZZATI. QUANDO SIAMO SERENI, QUANDO CI SENTIAMO PIENAMENTE REALIZZATI. SONO FERMAMENTE CONVINTO INFATTI CHE PER POTER "DARE" OCCORRA ASSOLUTAMENTE AVERE A SUFFICIENZA PER SE' STESSI, E QUESTO CREDO VALGA TANTO PER I BENI "MATERIALI", QUANDO PER I VALORI MORALI, COSI' COME PER L'AMORE.

n.b.: ho volutamente preferito l'esser "sereni" rispetto a "felici" in quanto come abbiamo già visto la serenità generalmente può essere uno stato d'animo, mentre ritengo la felicità più caratterizzata a un'emozione spot, legata a un evento particolare




MA COSA, ESATTAMENTE, CI RENDE FELICI? E TORNIAMO AL PUNTO DI PARTENZA: "RIEMPIRCI LA PANCIA"? E BASTA?

Qui probabilmente molti di voi cominceranno a obiettare il fatto che il concetto di felicità sia estremamente soggettivo, e questo è a mio parere vero e falso insieme. Vero, perchè innegabilmente ognuno ha le proprie aspirazioni, falso perchè, dei 2 motivi che vedremo ora che danno la felicità, il primo, CHE IL TAOISMO CI TRASMETTE E CHE IO HO FATTO MIO, beh il primo è evidentemente UNIVERSALE, AL DI LA' DEL TEMPO E DELLO SPAZIO.

Vediamoli.


Dunque, per gli antichi taoisti, vi sono 2 tipi di felicità, la piccola e la grande.

La piccola è quella che deriva da situazioni al di fuori di noi stessi (una promozione al lavoro, un amore corrisposto, una vincita); si tratta quindi di una felicità che dipende dall'esterno, e per sua stessa natura quindi volubile e al di là del nostro controllo.

Ma la Grande felicità, quella che secondo i taoisti parte dall'interno fino a rifluire all'esterno, E' LA LIBERTA' DI POTER VIVERE SECONDO LA NOSTRA VERA NATURA.

Questo è il motivo "universale" valido per qualunque essere vivente in qualsiasi tempo e spazio della storia.

Ora, a questa caratteristica che, oggi posso tranquillamente e felicemente affermare di essere riuscito a impersonificare, ne vorrei aggiungere una seconda: TROVARE UN SENSO, A NOI STESSI, A QUELLO CHE CI CIRCONDA E AL RAPPORTO TRA I 2; MA IN SENSO PRATICO, NON SOLO FILOSOFICO, TROVARE DELLE RISPOSTE.




FATE UN TEST DIVERTENTE: CHIEDETE A QUALCUNO - CON CUI SIETE IN CONFIDENZA E CHE NON SE LA PRENDA, LA GENTE DIVENTA PERMALOSA QUANDO "NON CAPISCE" (anche quando in realtà non c'è niente da capire) - "CHI SEI TU? DEFINISCITI, DIMMI CHI SEI!"

Dopo un primo momento in cui vi guarderà come se foste impazziti, inizierà a credersi impazzito lui, non riuscendo a trovare una risposta "sensata" - N.B. PER IL MALEDETTO RAZIOCINIO CHE COSTANTEMENTE PENDE SUL NOSTRO "MODO DI ESSERE", RICALCANDOCI SOPRA IL NOSTRO "MODO DI RAGIONARE" - a quel punto, comincerà probabilmente a diventare rosso mentre si concentra, analizza, pondera, valuta, cerca di individuare.....


ED È LÌ, IN QUEL MOMENTO, CHE RIPENSO ALLA FAMOSA SCENA DI QUEL MERAVIGLIOSO FILM DI BRUCE LEE ("I TRE DELL'OPERAZIONE DRAGO") IN CUI "PICCOLO DRAGO" CHIEDE A UN ALLIEVO: "CHE EFFETTO TI HA FATTO PORTARE QUEL COLPO?" E LUI RISPONDE: "MMMH LASCIAMI PENSARE..." E LUI, TIRANDOGLI UNO SCAPELLOTTO GLI RISPONDE: "NON TI HO CHIESTO DI DIRMI COSA NE PENSI, TI HO CHIESTO COME TI SEI SENTITO".


https://www.youtube.com/watch?v=vCUlGfLOvrg

Se il vostro interlocutore arriverà a darvi una risposta (NON È UN TEST, NON CI SONO RISPOSTE GIUSTE, OGNUNO DEVE DARSELA DA SE') molto probabilmente comincerà col dirvi il suo nome, il lavoro che fa, oppure i suoi gusti, quello che pensa...ma al 99%, dovrà "pensare" per potervi dare una definizione soddisfacente di sé (se vi interessa la mia, ve la darò sulla pagina facebook)



Ecco, tornando a noi, quello che intendevo dire è che sono convinto del fatto che per poterci esprimere al meglio delle nostre capacità, siano indispensabili questi 2 fattori:

1) POTER VIVERE SECONDO LA NOSTRA VERA NATURA
2) AVERE BEN CHIARO CHI SIAMO, QUALE SIA LA NOSTRA VERA NATURA E SOPRATTUTTO IL NOSTRO RUOLO NELL'UNIVERSO CHE CI OSPITA, PER IL TEMPO CHE CI È DATO DI TRASCORRERVI.


Ed eccoci arrivati alla questione esplicata nel titolo!
Quale è/dovrebbe essere il ruolo della RELIGIONE e/o della FILOSOFIA?



ATTENZIONE, NON BISOGNA PER FORZA SCEGLIERE, ASSOLUTAMENTE NO!!! NONOSTANTE MOLTE RELIGIONI TENTINO DI IMPORSI COME "UNICA VIA VERSO LA VERITA'", NESSUNO - E INTENDO PROPRIO NESSUNO, MI RACCOMANDO: IMPOSSIBILE STABILIRE IL NUMERO DEGLI ESSERI UMANI STERMINATI NEL CORSO DELLA STORIA, PER POTER RAGGIUNGERE QUESTO DIRITTO - HA IL DIRITTO DI IMPORVI QUELLO CHE VOI, E SOLO VOI, CREDETE NEL VOSTRO SPIRITO, NEL VOSTRO CUORE!!! (Xin, in cinese si chiamano nello stesso modo)


Ad esempio, in passato nei quartieri delle città cinesi la popolazione si riuniva per zona di residenza, e raccoglieva e praticava il meglio delle religioni e delle filosofie predicate nella zona.... SARÀ PER QUESTA CAPACITÀ DI "FLUIRE AMALGAMANDOSI INSIEME AL TUTTO" CHE NESSUN POPOLO HA MAI SOTTOMESSO CULTURALMENTE IL POPOLO CINESE?? Dicevo, non dobbiamo scegliere, come sempre io esprimo le mie considerazioni e dove mi sta conducendo il mio viaggio! La religione, parlando di quella predominante in Occidente (quella cattolica) della quale ho una conoscenza seppur sommaria, fornisce risposte?


- ATTENZIONE, QUANTO SEGUE E' SEMPLICEMENTE L'ESPOSIZIONE DEL MIO PERSONALE SENTIRE RELIGIOSO, NON INTENDE IN ALCUN MODO OFFENDERE LA SENSIBILITA' DI NESSUNO - .



La risposta per quanto mi riguarda è "IN PARTE", più che risposte vere e proprie fornisce infatti una serie di precetti e di regole che implicano il sistema del "peccato ed espiazione"... Con una profonda enfasi sul concetto del peccato, della colpa....


NASCEREMMO GIÀ COLPEVOLI, "MACCHIATI" DEL PECCATO ORIGINALE!!!! (OLTRE CHE GIA' GRAVATI DELLA NOSTRA PARTE DI DEBITO PUBBLICO). E COSÌ VIA, IN UN'ETERNA LOTTA TRA IL "BENE" BEN DEFINITO DA UNA PARTE, E IL "MALE" DALLA PARTE OPPOSTA, IL PARADISO E L'INFERNO, DIO E IL DIAVOLO....E DAVANTI A NOI, LA PROMESSA, O LA MINACCIA, DELLA RICOMPENSA O DELLA PUNIZIONE GIUNTI NELL'ALDILA'!!! PARADISO O INFERNO!!! OGGI, A 48 ANNI, ALLA LUCE DEL PERCORSO SVOLTO FIN QUI (CHE COME AMO DIRE "NON FINIRA' MAI") SONO CONVINTO CHE LA RELIGIONE NON POSSA PER SUA STESSA DEFINIZIONE DARE TUTTE LE RISPOSTE, PERCHE' IN QUEL CASO RISCHIEREBBE - INVALIDANDO LA PREMESSA FONDAMENTALE DELL'ACCETTAZIONE CIECA, QUALE "ATTO DI INTRINSECA FEDE" - DI RENDERE INUTILE LA SUA STESSA ESISTENZA, O QUANTOMENO DI ALLENTARE LA PRESA CHE HA SULLE PERSONE.



Sarò molto onesto, a rischio di sembrare eretico, o quantomeno azzardato: non ho ricevuto risposte, né trovato alcun senso dell'esistenza nel cattolicesimo insegnatomi (così come, per analogia, potrei dire che la scuola italiana mi ha insegnato bene poche cose che mi sono state poi davvero utili nella vita).

E, a giudicare dal periodo storico che stiamo attraversando, già da parecchi anni a detta di molti studiosi quello forse di maggior stanca dell'Occidente che ha capito di aver rinunciato ob torto collo al ruolo di egemonia culturale, economico e religioso che credeva di avere per diritto naturale nei secoli scorsi, di stanchezza nei confronti del suo stesso "peso e retaggio" culturali e religiosi - allorche' si è risvegliato ed ha capito che tutta la sua storia e tradizione millenaria, sono, appunto, "storia"....e che i paesi emergenti ci "mangiano sulla testa" sempre di più, divertiti...A giudicare dal fatto che il 99% delle persone cui chiedo se sono credenti, rispondono: "Si, a modo mio ma in Chiesa non ci vado"...Al netto anche (non è la sede né mi interessa parlarne) di tutti gli scandali, le inchieste, le gaffe internazionali, le notizie sui giornali e l'evidente arretratezza culturale della Chiesa Cattolica rispetto a un mondo "liquido" (primo tra tutti, Bauman docet) che evidentemente allontana tante persone.....

Si, io non ho avuto alcun tipo di risposta ...certo, il messaggio "fai del bene" è passato, perché altrimenti temi l'inferno...sono passati i comandamenti, i dogni e tutto il resto ....poi però si è fermato lì, in un eterno conflitto - che mi procurava risentimento e dolore - tra il "non sentirmi un credente adeguato" perché non praticavo, e il non sentirmi assolutamente compreso né tantomeno trovare in quegli insegnamenti molta attinenza, né con le mie domande irrisolte, né tantomeno con tutto quello che ci circonda, troppo, troppo spesso secondo me liquidato con la questione del "libero arbitrio".
No. Non fa per me.

QUINDI? QUINDI HO VISSUTO CON SOFFERENZA LA MAGGIOR PARTE DELLA MIA VITA, IN BALIA DEGLI EVENTI E SENZA ALCUNA RISPOSTA CHE DESSE UN SIGNIFICATO ALLA MIA VITA. FINO AL MIO INCONTRO CON LA MINDFULNESS PRIMA, E CON IL TAOISMO POI.




RITENGO SIA UN ERRORE GRAVISSIMO, E PURTROPPO COMUNE, QUELLO DI RINUNCIARE. RINUNCIARE A TROVARE UN SENSO ALL'ESISTENZA UMANA, A DARE A SE' STESSI E ALL'UNIVERSO CHE CI CIRCONDA UN SIGNIFICATO. UN ERRORE CHE HO FATTO ANCHE IO FINO A UNA DECINA DI ANNI FA. NON IMPORTA IL PERCORSO, QUALSIASI SIA LA DIREZIONE, QUALSIASI SIA LA STRADA, NON DOBBIAMO MAI SMETTERE DI INTERROGARCI FINCHE' NON AVREMO TROVATO LA VIA, PERCHE' IL PORCI QUESTE DOMANDE E' PARTE FONDAMENTALE DELLA NOSTRA UMANITA' E SPINTA FONDAMENTALE PER POTERCI ELEVARE ALLA MIGLIORE VERSIONE DI NOI STESSI, OLTRE CHE PARTE INTEGRANTE DI UN PERCORSO DI AUTO ACCETTAZIONE, DI AUTOCONSAPEVOLEZZA E DI AUMENTO DELLA PROPRIA AUTOSTIMA (E DI CONSEGUENZA DELL'AMORE VERSO SE' STESSI).



Non è la prima volta nel blog che affronto queste tematiche, ma è invece la prima volta che - a 2 anni ad Aprile'25 che avro' incontrato il Taoismo - le esprimo a mio parere con questa lucidità, con questa chiarezza di vedute. 

GIUNTI A QUESTO PUNTO, QUALI SONO INVECE LE RISPOSTE CHE HO TROVATO NEL TAOISMO, CHE MI PERMETTONO QUOTIDIANAMENTE DI VIVERE LA MIA VITA IN MODO DEGNO, NEL PIENO E CONSAPEVOLE TENTATIVO DI REALIZZARMI AL MEGLIO COME ESSERE UMANO??? 





E' sempre buona cosa ribadirle, non fa mai male! Eccole:


  1. PRIMA DI ME ERA IL "NULLA", QUANDO "ME NE ANDRO'" TORNERO' NEL NULLA CHE MI HA GENERATO; COSI' COME NON HO RICORDI DI CIO' CHE MI HA PRECEDUTO, A MAGGIOR RAGIONE NON SO NULLA DI CIO' CHE TROVERO'', QUINDI NON TEMO IL RITORNO ALLA MIA CONDIZIONE PRECEDENTE.
  2. ACCETTO IL FATTO DI ESSERE PARTE DI UN TUTTO, NON UN ELEMENTO A SE' STANTE ALL'INTERNO DELL'UNIVERSO CHE MI OSPITA; COME TALE, "CONTENGO" AL MIO INTERNO TUTTO CIO' CHE MI CIRCONDA, E TUTTO CIO' CHE MI CIRCONDA "MI CONTIENE".
  3. NELLO STESSO MOMENTO IN CUI DEFINIAMO QUALCOSA, "ETICHETTIAMO" UNA PORZIONE DI REALTA' ALL'INTERNO DI UN CONTENITORE SEMPRE INSUFFICIENTE A "CONTENERLA" DEL TUTTO: LA PAROLA; IN QUELLO STESSO MOMENTO, DEFINIAMO ANCHE IL COMPLEMENTARE DI QUANTO ABBIAMO INDIVIDUATO: COSI', TROVATO L'"ALTO" INDIVIDUEREMO IL "BASSO", DEFINITO IL "BUONO" INDIVIDUEREMO IL "CATTIVO", CON IL "MAGRO" TROVEREMO IL "GRASSO" E COSI' VIA...QUALSIASI DEFINIZIONE, CONTIENE NEL  MOMENTO STESSO DEL SUO NASCERE, AL SUO STESSO INTERNO, IL GERME DEL SUO COMPLEMENTARE, CHE SI PONE APPUNTO COME COMPLEMENTARE PERCHE' INEVITABILE "PER DEFINIZIONE", PERTANTO I CONTRARI NON ESISTONO!!! SENZA IL GIORNO NON PUO' ESISTERE LA NOTTE!!! PIU' LEGGI PROMULGHEREMO, PIU' DELINQUENTI EMERGERANNO!!! IL "CONTRARIO" OCCIDENTALE E' IN REALTA' IL COMPLEMENTO, INEVITABILE, DI QUALSIASI COSA ESISTA.  
  4. TUTTO QUANTO E' IN  DIVENIRE, TUTTO E' IN COSTANTE CAMBIAMENTO, PARTENDO DA NOI, ARRIVANDO A CIO' CHE CI CIRCONDA; PIU' RESISTIAMO AI CAMBIAMENTI, PIU' PROCURIAMO DOLORE A NOI STESSI E A CIO' CHE CI CIRCONDA: L'UNICA CONDIZIONE DATA ALL'UOMO E' DI CERCARE DI ADATTARSI IL MEGLIO E IL PIU' VELOCEMENTE POSSIBILE A TALI CAMBIAMENTI ("Mutare col cambiamento è l'unica condizione immutabile", B.Lee); QUESTI CAMBIAMENTI SI VERIFICANO QUANDO UNA SITUAZIONE GIUNGE AL SUO CULMINE (A MEZZOGIORNO IL SOLE COMINCIA LA SUA DISCESA, DALLA MEZZA ETA' L'UOMO SI AVVIA VERSO IL RITORNO "AL DEBOLE" CHE FU ALL'INIZIO DELLA SUA VITA, IL VECCHIO PROVERBIO DEL "IL TROPPO STROPPIA"). 
  5. L'UNICO MODO PER MUTARE INSIEME AI CAMBIAMENTI IN MODO EFFICACE E INDOLORE, E' ACCORGERSENE PER TEMPO: PER FARE QUESTO OCCORRE COGLIERE I PRIMI GERMI DEL CAMBIAMENTO, PER POTERLI COGLIERE OCCORRE PRATICARE IL NON-AGIRE TAOISTA (WU WEI) - AGIRE QUANDO COSTRETTI, SENZA INTENZIONI NASCOSTE, SENZA SECONDI FINI EGOISTICI, SEMPLICEMENTE AGENDO SEGUENDO IL FLUIRE DELLE COSE, E NON IN CONTRASTO CON ESSE PER FORZARLE A SEGUIRE IL NOSTRO VOLERE. 
  6. A TAL PROPOSITO, PER PRATICARE IL WU WEI (NON-AGIRE) E' NECESSARIO ANCHE MODERARE I NOSTRI DESIDERI E LE NOSTRE PASSIONI, IN QUANTO, ESATTAMENTE NELLA STESSA MANIERA DEI NOSTRI PENSIERI, CI PORTANO A VEDERE LE COSE NON PER COME ESSE SI MANIFESTANO REALMENTE, MA SECONDO I NOSTRI DESIDERI E LE NOSTRE AVVERSIONI, A VEDERE CIOE' LA REALTA', "COME LA VORREMMO", E NON PER "QUELLO CHE E'". 
  7. PROPRIO COME TUTTO E' IN COSTANTE CAMBIAMENTO, LE FASI DI QUALSIASI COSA ESISTA SONO ASSOLUTAMENTE INEVITABILI: SALUTE/MALATTIA, POVERTA'/RICCHEZZA, GIOVENTU'/VECCHIAIA, AMORE/SOLITUDINE; E' PERTANTO PERFETTAMENTE INUTILE L'"ATTACCAMENTO", ATTACCARSI ALLE SITUAZIONI DIMOSTRA SOLTANTO SCARSA ATTITUDINE AL CAMBIAMENTO: IL MORBIDO E' AMICO DELLA VITA, IL RIGIDO DELLA MORTE. 
  8. COMPI LE OPERE E DIMENTICATENE, NON VANTARTENE 
  9. OCCUPA LE POSIZIONI PIU' BASSE, QUELLE CHE NESSUNO DESIDERA, SII  COME L'ACQUA CHE NATURALMENTE SCORRE VERSO IL BASSO, IN QUESTO MODO TI ELEVERAI.


A quanto sopra aggiungerei, sempre per il ragionamento fatto di non vivere secondo "compartimenti stagni", la favolosa e sempre preziosa massima di Confucio: "NON FARE MAI AGLI ALTRI, CIO' CHE NON VUOI SIA FATTO A TE PER PRIMO".



Eccoci arrivati in fondo anche a questo appuntamento, come sempre mi preme ribadire come non abbia ricette nè bacchette magiche, semplicemente quello che mi preme descrivere in questo blog è il percorso di una persona come tante, alla ricerca della via del miglioramento personale, per vivere nel miglior e più tranquillo modo possibile.


Piccolo recap per chi non abbia magari avuto voglia di leggere tutto l'articolo: 

POSSIAMO ESPRIMERCI AL MEGLIO, DANDO AL MONDO LA MIGLIOR VERSIONE DI NOI STESSI, SOLAMENTE SE, ACCETTANDOCI COME "PARTE DI UN TUTTO" E NON COME INDIVIDUI ISOLATI A SE' STANTI (COMBATTENDO IN QUESTO POLITICA E AZIENDE CHE CI VORREBBERO PICCOLE PECORE ISOLATE E BELANTI) ACCETTIAMO DI USCIRE PER UN ATTIMO DALLA NARRAZIONE E DAI RUOLI IMOPOSTI A NOI STESSI DALLA SOCIETA' E CHE A NOSTRA VOLTA CI AUTOIMPONIAMO, PER COMINCIARE A METTERE IN DISCUSSIONE TUTTO CIO' CHE CREDIAMO DI SAPERE, APRENDOCI FINALMENTE ALLA VITA REALE E ACCETTANDO FORSE UNA DELLE POCHE REALTA' INCONTROVERTIBILI CHE PRESCINDONO DA TEMPO, SPAZIO, RELIGIONE E POLITICA PROFESSATE: CHE UNA VITA VISSUTA "SOLO PER NOI STESSI" E' UNA VITA CHE TRACENDE IL CONCETTO STESSO DI "UMANITA'", PERTANTO NEL MOMENTO STESSO IN CUI SMETTIAMO DI RAGIONARE IN MODO EGOISTICO E COMINCIAMO A FARE ANCHE QUALCOSA PER GLI ALTRI, IN MANIERA DISINTERESSATA E GRATUITA - ATTRAVERSO IL LAVORO, O IL VOLONTARIATO, ATTRAVERSO OGNI VOSTRA ESPRESSIONE DI VOI STESSI VERSO IL MONDO - CI RENDIAMO CONTO DI QUANDO SIA IN REALTA' MERAVIGLIOSAMENTE COLORATO QUESTO UNIVERSO, E DI QUANTA GIOIA E MERAVIGLIA SIAMO A NOSTRA VOLTA IN GRADO DI DONARVI, RENDENDOCI FINALMENTE


PARTE DI UN TUTTO.


Un caro abbraccio, a presto!!!



Simone


"L'UTILITA' DI UNA TAZZA STA NEL SUO ESSERE VUOTA"














Se accettiamo di non essere il centro ma parte di un tutto











Commenti

Post più popolari