NESSUNO PUO' ENTRARE DUE VOLTE IN UN FIUME

Questa sera vedo qualcosa di totalmente nuovo, e questa tensione viene vissuta dalla mente; ma domani l’esperienza diventa meccanica, perché voglio ripetere la sensazione, il piacere implicito in essa. 
La descrizione non è mai reale. 
È reale cogliere la verità nell’istante, perché la verità non ha futuro.
(Bruce Lee)



Buongiorno e bentrovati a tutti!!!

Oggi vorrei soffermarmi su uno degli aforismi più interessanti e importanti di "Piccolo Drago", alias Lǐ Zhènfān, meglio noto come Bruce Lee, che da alcuni giorni mi ronza in testa; questo aforisma, solo in apparenza complicato, racchiude in sé tra l'altro il significato che porterà al mio prossimo tatuaggio, che raffigurerà il suo aforisma invece più famoso: 


"Nessun limite come limite,
nessun metodo come metodo,
sii come l'acqua amico mio"


Trovo che l'aforisma riportato nell'incipit di questo post rechi in sé l'essenza dell'insegnamento Taoista per eccellenza.

Questo messaggio è d'altronde dal Maestro stato inserito anche se con parole diverse, in quello che è passato alla storia come il suo capolavoro indiscusso (per citare solo uno degli aspetti della sua arte, quello per il quale è passato maggiormente alla storia, nonostante sia appunto solo uno degli innumerevoli aspetti della sua grandezza spirituale, artistica e filosofica, cioè quello cinematografico): I 3 DELL'OPERAZIONE DRAGO.

Il film, universalmente riconosciuto come il suo più riuscito (non a caso quello sul quale lui ha avuto maggior controllo a livello artistico), mostra Bruce intento a spiegare a un allievo come portare un colpo, per l'esattezza un calcio; alla seconda volta che Bruce non è convinto dalla trance agonistica poco soddisfacente espressa dall'allievo, lo rimprovera nuovamente, ripetendogli di metterci "più concentrazione agonistica".



Al terzo tentativo di calcio portato dallo studente, Bruce, dichiarandosi infine soddisfatto, domanda all'allievo che effetto gli abbia fatto; per tutta risposta, lo studente alza gli occhi al cielo, e sovrappensiero gli risponde: "Mmmh, lasciami pensare...". 

Al che Bruce lo colpisce con uno scappellotto e gli risponde: "Eh no caro, è inutile! E' come un dito puntato allo spazio, non fissarti sul dito altrimenti perderai tutta la celestialità della scena!!".



Quello che Bruce intendeva dire, molto semplicemente, è che l'allievo non stava rispondendo alla sua domanda!!! Egli non gli aveva infatti domandato cosa "NE PENSASSE" dell'esperienza di portare il colpo in quella determinata maniera, bensì "COSA AVESSE PROVATO DENTRO DI SE'".

Se siete lettori abituali del mio blog, ormai saprete che mente e cuore in cinese si chiamano nello stesso modo, XIN, perchè considerati inscindibili.

BRUCE IN SOSTANZA GLI STAVA CHIEDENDO COSA AVESSE SENTITO NEL CUORE, NON DI RIELABORARE QUELLA SENSAZIONE E DI CERCARE DI DEFINIRLA RAZIONALMENTE, UTILIZZANDO LA MENTE PENSANTE!!! 

COSA AVESSE SENTITO!!! NON COSA PENSASSE DI QUEL SENTIRE!!!

CUORE!!! NON "MENTE"!!!



Tornando all'aforisma di inizio post, Bruce Lee, da buon amante e studioso della filosofia Taoista, evidenzia alcune grandi verità già espresse millenni or sono:


1) Noi tendiamo per nostra stessa natura a "raccontarci" la realtà, anzichè limitarci a viverla e sentirla dentro il nostro nostro cuore ( preferiamo affidarci piuttosto alla nostra mente, ritenendola - a torto - più "intelligente"). Questo vale per qualsiasi esperienza facciamo, piacevole o spiacevole;


2) Tendiamo a "scambiare" il nostro racconto autonarratoci per la realtà stessa, al punto che cerchiamo di ripetere le esperienze piacevoli, o di schivare quelle che reputiamo spiacevoli, sulla base appunto di questi racconti, convincendoci di "sapere già quello che accadrà, che cosa aspettarci". QUANDO IN REALTA' SPESSO SAPPIAMO POCO DEL PASSATO (AL LIMITE NE SAPPIAMO UNA NOSTRA VERSIONE), FIGURIAMOCI SE POSSIAMO SAPERE QUALCOSA DEL FUTURO;


3) Poichè però tali narrazioni non corrispondono a realtà bensì solamente ad ASPETTATIVE REALTIVE AD ESSA, L'UNICO MODO PER SOSTARE CONSAPEVOLMENTE ALL'INTERNO DELLA REALTA' E' DATO DAL VIVERLA, IN PIENO, QUI ED ORA. ECCO UNO DEI TANTI MOTIVI DELLA PREZIOSITA' DELLA MINDFULNESS NEL MONDO DI OGGI;


4) Questo perchè, essendo tutto in costante mutamento all'interno dell'universo, questo fa ovviamente sì che LA REALTA' DI ADESSO NON CORRISPONDERA' MAI, NEMMENO SE I NOSTRI SENSI NON SONO IN GRADO DI PERCEPIRLO A CAUSA DELLA MAGARI IMPERCETTIBILE ENTITA' DEI CAMBIAMENTI, ALLA REALTA' CHE SI PORRA' COME "VERA" TRA UN'ORA, UN GIORNO, UN MESE UN ANNO O DIECI ANNI;


5) Quindi, conclude Bruce, L'UNICA REALTA' E' QUELLA CHE COGLIAMO NELL'ISTANTE IN CUI LA VIVIAMO. ANZI, LA SENTIAMO. ADESSO. E PIU' CHE RACCONTARCELA, E' OPPORTUNO VIVERLA IN PIENO; COME DICEVA KABAT-ZINN, E' LA DIFFERENZA, TROVANDOCI DAVANTI A UNO SPLENDIDO TRAMONTO, TRA RIUSCIRE A GODERE APPIENO DELLO SPETTACOLO SENZA PENSARE ALLA BELLEZZA DI QUEL MOMENTO, SENZA "INQUINARE" L'ESPERIENZA CON LA MENTE, O COMINCIARE A PENSARE "CHE BEL MOMENTO, COME STO BENE, CHISSA' QUELLA STRADA DOVE PORTA, BELLO QUEL BOSCO ETC ETC"



Questo aforisma, se vogliamo, ricorda molto quello da cui ha origine il titolo del post, attribuito ad Eraclito, che recita:


"NESSUN UOMO ENTRA MAI DUE VOLTE NELLO STESSO FIUME"


Anche gli antichi greci, successivamente ai filosofi Taoisti, erano giunti alla stessa conclusione: essendo che tutto cambia, è in costante divenire, "scorre" (PANTA REI), nessun uomo può entrare due volte nello stesso fiume perchè l'uomo, e il fiume stesso, saranno sempre diversi dalla "prima volta". 

Probabilmente ora starete pensando che se per il fiume la cosa è abbastanza intuibile anche utilizzando la logica (il fiume scorre, le acque sono soggette a continuo ricambio), non vi appare così intuitivo per quanto riguarda l'uomo.



VI ASSICURO CHE SI TRATTA SOLAMENTE DI UN PROBLEMA DI PERCEZIONE NOSTRO, MA LE COSE STANNO REALMENTE COSI'. SIA DA UN PUNTO DI VISTA FISICO (SAREBBE IMPOSSIBILE APPOGGIARE ESATTAMENTE I PIEDI NEGLI STESSI IDENTICI PUNTI, ESEGUIRE GLI STESSI IDENTICI MOVIMENTI ETC...) CHE FILOSOFICO, PSICOLOGICO  (LE SENSAZIONI, SE CI CONNETTIAMO ATTENTAMENTE COL NOSTRO SENTIRE PIU' INTIMO, NON SARANNO MAI LE STESSE UNA VOLTA PER L'ALTRA).


Ed ecco che imperioso risuona nel mio cuore l'insegnamento principale del Taoismo e di tantissime altre correnti filosofiche e religiose asiatiche; un insegnamento che, se interiorizzato, se compreso col cuore, razionalizzato con la mente e fatto proprio nell'anima, RACCHIUDE IN SE' STESSO L'ESSENZA STESSA E IL SEGRETO DELLA VERA, UNICA, GRANDIOSA FELICITA' POSSIBILE AL MONDO:



POSSIAMO DEFINIRLA WU WEI (NON AZIONE TAOISTA), IDENTIFICARLA CON IL CONCETTO DELLA TOTALE IMPERMANENZA BUDDHISTA, OPPURE CON IL SUCCITATO AFORISMA "PANTA REI"...
IL SEGRETO PER LA VERA FELICITA' RISIEDE NEL NON ATTACCAMENTO!!!
LADDOVE PER ATTACCAMENTO NON SI INTENDE NON AMARE, NON AFFEZIONARSI, INSOMMA NON AVERE CURA DI CIO' CHE AMIAMO E ABBIAMO A CUORE, NELLA MANIERA PIU' ASSOLUTA!!!!!
AL CONTRARIO, CAPENDO E SOPRATTUTTO ACCETTANDO CHE TUTTO E' IN CONTINUO CAMBIAMENTO, CI RENDEREMO FINALMENTE CONTO DELL'INESTIMABILE VALORE INTRINSECO DELL'UNICO MOMENTO CHE DAVVERO CI E' CONCESSO DI VIVERE, CHE E' ADESSO!!!! QUI!!!! ORA!!!!
ACCETTANDO CHE TUTTO CAMBIA CONTINUAMENTE, IL NON ATTACCAMENTO CHE ABBIAMO MENZIONATO SIGNIFICA CAPIRE CHE OCCORRE VIVERE "SEGUENDO IL FLUSSO" DI TUTTO CIO' CHE CI CIRCONDA, E NON IN COSTANTE TENSIONE CON L'UNIVERSO, IN UN DISPERATO SLALOM TRA CIO' CHE VORREMMO OTTENERE, E CIO' CHE VORREMMO EVITARE!!!!
SEMPLICEMENTE PERCHE' CONTINUANDO A VIVERE IN QUELLA MANIERA CONDANNEREMO NOI STESSI A UN'ESISTENZA PERENNEMENTE IN BILICO NEL MONDO DEL "VORREI...DOVREI...POTREI....".....
....SENZA ACCORGERCI DI CIO' CHE DAVVERO VOGLIAMO,  DOBBIAMO E  POSSIAMO FARE ORA REALMENTE DI NOI STESSI.
PERCHE' RICORDATEVI SEMPRE CHE L'UNICA PERSONA SULLA QUALE AVRETE MAI REALMENTE IL POTERE DI INFLUIRE NEL CONCRETO, 
SIETE VOI STESSI.
E' LA PIU' GRANDE RESPONSABILITA' CHE ESISTA, MA E' ANCHE IL SIGNIFICATO STESSO DELL'ESISTENZA UMANA.



Vorrei concludere questo post con una citazione che mi è venuta in mente di quel genio, che presto vi presenterò sul blog, di Alan Watts, a proposito del senso della vita:


"La stessa attitudine di rilassata gentilezza la si può osservare nella sua massima espressione quando un gatto si arrampica su un albero. Quando vuole scendere, si lascia semplicemente cadere; si rilassa completamente e atterra leggero come una piuma. Ma se nell'atto di scendere dovesse avere un ripensamento, allora si irrigidirebbe e finirebbe per sfracellarsi.
È PROPRIO CIÒ CHE CI DICE LA FILOSOFIA DEL TAO: IN OGNI ISTANTE DELLA NOSTRA VITA È COME SE STESSIMO CADENDO DA UN ALBERO. EFFETTIVAMENTE, QUANDO NASCIAMO VENIAMO SPINTI LUNGO UN PRECIPIZIO IN CUI CADIAMO E NON C'È NULLA CHE POSSA FERMARCI. 
PERTANTO, INVECE DI VIVERE IN UNO STATO DI CRONICA TENSIONE, DI AGGRAPPARCI CONTINUAMENTE ALLE COSE CHE DI FATTO CADONO INSIEME CON NOI, PERCHÉ TUTTO IL MONDO È IMPERMANENTE, DOBBIAMO FARE COME I GATTI: NON OPPORRE RESISTENZA..."
da "Il Tao - La via della liberazione" - Alan Watts



Come sempre vi ringrazio per essere giunti fin qui nella lettura, e vi do appuntamento se lo vorrete al prossimo post.



Un abbraccio e un caro saluto



Simone



"L'UTILITA' DI UNA TAZZA STA NEL SUO ESSERE VUOTA"








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